Eroi del Far West

Heroes of the Old West (Read English version)

La conquista del West avvenne con il contributo di uomini coraggiosi, veri eroi di quel tempo e di quel luogo. Erano coloni, soldati, cowboy impegnati nelle guerre contro messicani, indiani e nella guerra di secessione tra unionisti e confederati.

Dal 1789, anno dell’indipendenza degli Stati Uniti d’America, conquistata a costo di sanguinose battaglie contro gli inglesi, l’obiettivo di tutti gli americani fu di espandere il proprio paese verso ovest. Questo processo di espansione, ebbe i suoi step nell’acquisto della Louisiana francese nel 1803 dalle mani di Napoleone Bonaparte e nella guerra contro il Messico, che occupava anche la Florida, il Texas e la California. Durante la conquista del West ci furono scontri tra coloni e i nativi americani. L’intervento massiccio dell’esercito servì a restringere le tribù indiane in riserve appositamente predisposte.

Il 4 luglio 1776 Thomas Jefferson proclamò l’indipendenza degli Stati Uniti d’America, che erano formati da 13 stati ancora formalmente colonie inglesi. Questo gesto seguiva la ribellione degli americani contro l’imposizione dell’Inghilterra della vendita del tè inglese nelle colonie oltremare. Il Boston Tea Party, un gruppo di patrioti americani, decise di ribellarsi e ottenere l’indipendenza. L’alleanza dei coloni con i francesi del Mississippi fece il resto.

I soldati di Sua Maestà, nonostante che fossero alleati con i pellerossa, furono sconfitti nel 1781 a Yorktown in Virginia dai coloni di origine inglese e francese. Il 4 marzo del 1789 fu promulgata la Costituzione degli Stati Uniti da Benjamin Franklin, George Washington, James Madison. Assenti giustificati erano Thomas Jefferson e John Adams. Il primo si trovava in Francia per trattare con il governo rivoluzionario francese l’acquisto della Louisiana e il secondo in Inghilterra per ottenere il riconoscimento dell’indipendenza. Scaramucce e scontri con gli inglesi si ebbero fino al 1815. In quell’anno fu firmato il trattato di Gand con il quale si ebbe il riconoscimento definitivo dell’indipendenza da parte degli inglesi.

Nel 1821 il Messico divenne indipendente dalla Spagna. Il controllo della nuova nazione sui territori ex spagnoli situati negli odierni Stati Uniti si allentò di molto. La Florida da subito passò sotto il controllo degli statunitensi. Mentre il Texas, il New Mexico e la California rimasero sotto il controllo messicano fino alla guerra messicano-statunitense del 1846. La proclamazione della repubblica del Texas da parte dei coloni di origine inglese fu il prodromo della guerra tra Stati Uniti e Messico. Nel 1836 la sconfitta dei coloni assediati in Fort Alamo, da parte dell’esercito messicano, fu una ferita dura da rimarginare. Gli Stati Uniti offrirono al Messico di acquistare la fascia territoriale dal Texas alla California per una somma considerevole, ma l’offerta fu rifiutata. Nel 1846 esplose il conflitto latente tra Stati Uniti e Messico, con l’arresto del governatore messicano di Sonoma da parte dei coloni inglesi della California. Gli Stati Uniti decisero di intervenire militarmente poiché temevano l’occupazione della California da parte dell’Inghilterra. La guerra contro il Messico durò due anni, durante i quali le giubbe blu dell’esercito statunitense occuparono gran parte dei territori del Texas, New Mexico, Nevada e California. Una colonna di soldati blu, con al comando Winfield Scott invase il territorio messicano dirigendosi verso Città del Messico. Dopo alcuni scontri il generale Scott occupò Città del Messico. L’anno seguente, nel 1848, ci fu il trattato di pace con il quale il Messico cedette agli Stati Uniti tutta la fascia territoriale tra il golfo del Messico e l’oceano Pacifico in cambio di circa 20 milioni di dollari, una somma cospicua equivalente a circa un miliardo di dollari attuali.

NOVECENTO
Napoli e napoletani del XX secolo
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L’epopea del West era iniziata già a inizio secolo. Fu un continuo spingersi un po’ più in là verso ovest, da parte dei coloni, per creare fattorie dove allevare le mandrie bovine con l’aiuto dei mitici Cowboy. In seguito le terre furono acquisite anche dai coltivatori agricoli le cui esigenze erano in contrasto con quelle degli allevatori, spazi recintati per i primi contro le praterie aperte per il foraggiamento naturale dei bovini i secondi. Con l’acquisizione della Louisiana, un territorio enorme che andava dalla Florida al Canada, e poi con la conquista delle terre ex messicane che arrivavano al Pacifico, esplose la conquista del West come l’ha raccontata la filmografia americana e non solo.

L’avanzata verso ovest causò scontri con le tribù dei nativi americani, che videro i loro tradizionali territori di caccia occupati dai coloni. Le guerre indiane possono essere divise in due fasi. La prima, durante la guerra d’indipendenza contro gli inglesi, che vide gli indiani allearsi con gli inglesi e con gli americani. La seconda fase vide gli indiani contrapporsi ai coloni che invadevano le loro terre.

Le tribù indiane degli Irochesi e dei Cherokee, che vivevano nei territori della Nuova Inghilterra e del Canada orientale, si divisero nelle alleanze. Una parte delle tribù si schierò con gli inglesi, il resto si schierò con gli americani. Ci fu pertanto una guerra nella guerra. Accanto agli scontri tra inglesi e coloni ci furono anche quelli tra gli indiani, e poi gli indiani contro inglesi e indiani contro indipendentisti.

La seconda fase caratterizzò l’avanzata dei coloni oltre il Mississippi per stabilirsi nei territori del lontano ovest. Gli indiani che in un primo momento avevano accolto con amicizia i coloni, si videro, giorno per giorno, sottrarre territori di caccia che erano indispensabili alla loro sopravvivenza. Essi vivevano per lo più cacciando i bisonti che pascolavano allo stato brado nella pianura centroamericana. Nei primi anni furono i coloni ad armarsi per contrastare gli indiani. Erano raid e piccoli scontri che però avevano un grande impatto sulla pubblica opinione per via della ferocia che gli indiani dimostravano contro i coloni. Erano in genere fattorie isolate a essere prese di mira da questi gruppi di pellerossa. In questi piccoli ma sanguinosi scontri i coloni venivano uccisi, le donne violentate e uccise, i bambini rapiti. Presto furono create postazioni dell’esercito, alloggiate in forti consistenti in palizzate di legno con baracche per gli alloggiamenti dei soldati. L’intervento dell’esercito diede presto i suoi frutti e in pochi anni le tribù furono sconfitte, molti indiani furono trucidati, quelli che restavano in vita venivano trasferiti nelle cosiddette “Riserve indiane”.

Prima o poi doveva scoppiare la bomba ad orologeria della schiavitù negli stati del sud. La tratta degli schiavi, che venivano portati dall’Africa e venduti ai proprietari terrieri del sud che li utilizzavano nei lavori dei campi, era un bubbone insopportabile per una società avanzata come quella che si prospettava negli Stati Uniti. Ma il sud resisteva contro l’abolizione della schiavitù, poiché la sua ricchezza era basata principalmente sull’agricoltura, i cui costi sarebbero esplosi con l’abolizione degli schiavi, utilizzati come manodopera gratis.

Abraham Lincoln, il primo presidente repubblicano, fautore appassionato dell’abolizione della schiavitù, tra i suoi primi atti fece promulgare una legge in questo senso. Questo fece scoppiare la scintilla della guerra civile tra gli stati industriali del nord, fautori dell’abolizione, e quelli del sud.

Nel 1860 sette stati del sud, che appartenevano alla fascia territoriale tra la costa atlantica e il Texas, si unirono in una Confederazione staccandosi dagli Stati Uniti. Fu subito guerra. Il nord, unionista, si ribellò a questo distacco che rappresentava la fine degli Stati Uniti così come erano fino ad allora e mosse contro il sud. L’esercito sudista, molto più addestrato di quello del nord per la presenza di validi ufficiali e di ottimi cavalieri che già conoscevano l’uso delle armi a causa della vita agreste che conducevano, ebbe il sopravvento nei primi tempi della guerra.

La presenza di un’industria molto sviluppata permise al nord di recuperare l’iniziale handicap militare con la produzione di armi moderne che furono date in dotazione ai soldati unionisti. Fu una guerra lunga e sanguinosa. Si sviluppò su quattro fronti: il fronte orientale che interessò la costa atlantica, il fronte occidentale che comprendeva la parte a oriente del fiume Mississippi, Il fronte trans-Mississippi che rappresentava il conflitto negli stati tra il Missouri e il New Mexico, il fronte della costa pacifica che riguardò gli stati della fascia lungo la costa dell’oceano Pacifico. Si contarono 750.000 morti tra i militari dei due fronti. Ambedue gli eserciti, consapevoli della comune appartenenza, evitarono per quanto possibile di coinvolgere i civili nella guerra.

Gli scontri terminarono nel 1865 con la vittoria degli unionisti. La guerra lasciò un lungo strascico di risentimenti tra il nord e il sud. I nordisti furono per lungo tempo considerati occupanti usurpatori. L’economia agricola del sud crollò a causa della guerra e dell’affrancamento degli schiavi che in una buona percentuale si trasferirono nelle città industriali del nord.

Nella lunga e quasi ininterrotta marcia da est a ovest degli Stati Uniti dei coloni americani era inevitabile che alcuni eroici protagonisti avessero un ruolo di rilievo nella narrazione della storia del nord-America. Erano soldati, sceriffi, cowboy.

Davy Crockett - Biblioteca del Congresso 1850
Davy Crockett – Biblioteca del Congresso 1850

Davy Crockett (1786-1836)
L’ultima resistenza di Fort Alamo vide Davy Crockett al comando dei suoi 188 prodi resistere per lunghi giorni all’esercito messicano comandato dal generale Antonio Lopez de Santa Anna. Dal 23 febbraio al 6 marzo del 1836 duemila soldati messicani coadiuvati da una forte artiglieria attaccarono rabbiosamente Fort Alamo con i suoi 188 difensori. I ranger texani del forte furono tutti trucidati alla fine della strenua resistenza che causò perdite importanti all’esercito messicano.

Davy Crockett era nato a Greene, Tennessee, nel 1786. Crebbe poveramente nella sua famiglia di coloni. Il padre, che lo considerava un incapace, lo puniva spesso a cinghiate. Presto Davy andò via di casa e, per vivere, diventò cacciatore. All’inizio cacciava piccoli animali da pelliccia, poi passò alla caccia grossa, gli orsi. Gli anni di gioventù furono consumati cercando pagare i debiti che il padre aveva contratto.

NAPOLI AL TEMPO DI …
Episodi e personaggi della storia partenopea
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Quando ci accese una guerra contro gli indiani Creek, che attaccavano le fattorie isolate, si arruolò nell’esercito come esploratore al servizio del generale Andrew Jackson. Nella decisiva battaglia contro i Creek il suo coraggio e quello di altri tredici esploratori dell’esercito riuscì a far sì che le sorti della battaglia volgessero al meglio. I Creek furono destinati a una riserva sulla riva est del Mississippi. Tornato alla vita civile fu nominato giudice di pace e colonnello del locale reggimento di difesa territoriale.

Nel 1828 fu eletto deputato al Congresso. Nel 1829 divenne presidente degli Stati Uniti il suo generale Andrew Jackson. Jackson voleva promulgare una legge con la quale diverse riserve indiane venivano spostate a ovest del Mississippi. Crockett si oppose poiché questo significava venir meno alla parola data agli indiani e esporre gli ormai pacifici Creek ai raid degli indiani selvaggi che vivevano al di la del fiume. Non avendo potuto far cambiare idea al suo presidente diede le dimissioni da membro del Congresso pronunciando in assemblea la celebre frase: “Andate all’inferno, me ne torno in Texas”. Riprese il suo antico mestiere di cacciatore di orsi e scrisse inoltre il libro “A narrative of the life of the Davy Crockett”.

Arrivò nel Texas messicano allo scoppio della rivolta dei coloni americani che proclamarono l’indipendenza dal Messico e la “Repubblica del Texas”. Si spostò a Fort Alamo, vicino all’odierna città di San Antonio, con la sua compagnia di Ranger, pochi giorni prima che lo stesso fosse attaccato dall’esercito messicano. Dopo un assedio di 13 giorni Fort Alamo cadde e tutti i suoi difensori furono uccisi. Il generale Sam Houston che era corso in aiuto di Fort Alamo ma non era arrivato in tempo, ingaggiò il 21 aprile a san Jacinto uno scontro con il generale messicano Santa Anna, responsabile dell’eccidio. Le gravi perdite subite nell’assedio contro quel pugno di valorosi patrioti determinarono la sconfitta di Santa Anna.

Davy Crockett fu riconosciuto come uno degli eroi di Alamo e divenne una leggenda negli Stati Uniti con il suo fido fucile ad avancarica, la sua divisa di cacciatore e il suo cappello fatto con la pelle di procione.

George Custer (1839-1876)

(Foto in alto: Custer con i gradi brevet di generale 1865 – Biblioteca del Congresso)
Little Bighorn fu l’ultima battaglia del generale Custer. Il generale, ignorò gli avvisi dei suoi esploratori e degli ufficiali subalterni, che fecero presente il numero enorme di guerrieri indiani a confronto dei settecento soldati del generale. Volle attaccare senza nemmeno dare il tempo ai suoi uomini di riposarsi, dopo una lunga e veloce marcia. Il risultato fu la disfatta delle giacche blu e la fine della discussa carriera e della vita del generale.

George Custer era nato nel 1839 in un piccolo centro dell’Ohio da un’umile famiglia di artigiani. Ancora piccolo andò a vivere presso la sorella che abitava a Monroe (Michigan). A scuola si distinse per le sue doti fisiche e il suo coraggio, un po’ meno per il profitto negli studi. Con la raccomandazione del suocero, il giudice Bacon, riuscì a essere ammesso all’accademia di West Point dove fu l’ultimo del suo corso come profitto negli studi, ma il primo nelle virtù militari.

Allo scoppio della guerra di secessione si arruolò tra gli unionisti, dove non tardò a emergere per le sue qualità di comando. Nel 1863, a soli 23 anni, ricevette la promozione da capitano a generale, sotto forma di “brevet”, cioè divenne generale per un periodo predefinito, per condurre alcune delicate operazioni di guerra. Nel 1864 partecipò alla battaglia di Widerness, decisiva per le sorti della guerra di secessione. Lo scontro finì con la disfatta dei confederati che furono costretti dalla cavalleria di Custer a indietreggiare oltre il fiume Chickahominy.

Nel 1866 dopo alcune missioni nel Texas e Louisiana venne congedato dalla riserva con il grado di capitano, il grado che aveva prima della promozione provvisoria a generale. Nonostante questa umiliante degradazione venne apostrofato fino all’ultimo come generale Custer. L’anno seguente, promosso a tenente colonnello, gli fu affidata la sua più discussa missione a Smoky Hill. Durante l’operazione, che si svolse lungo 1000 miglia, ci furono una gran quantità di diserzioni tra i suoi soldati. Custer, andando oltre il regolamento militare, fece fucilare tutti i disertori catturati.

Questa iniziativa crudele, estranea fino ad allora alle tradizioni militari statunitensi, gli costò una accusa davanti alla corte marziale. Venne giudicato per abbandono di posto comando e di utilizzo privati dei mezzi di trasporto dell’esercito, perché si era allontanato momentaneamente dalla sua unità per raggiungere la moglie, e per aver giustiziato suoi soldati senza un regolare processo. Grazie alla sua notorietà e alle raccomandazioni politiche di cui godeva a Washington venne condannato solo alla sospensione dal grado e dallo stipendio per un anno.

Negli anni seguenti, reintegrato nell’esercito, fu incaricato di varie missioni contro gli indiani Cheyenne e Sioux che attaccavano fattorie e carovane trucidando intere famiglie di coloni. Con la sua caratteristica spietatezza Custer affrontò gli indiani in vari scontri. Il più discusso fu quello contro il capo indiano Pentola Nera e la sua tribù, che viveva pacificamente in forza di un trattato sottoscritto con il governo americano. Sorpresi nel sonno furono uccisi una gran quantità di indiani, con donne e bambini. Furono abbattuti tutti i loro cavalli e fu bruciato il villaggio.

Nel 1873 venne scoperto l’oro sulle colline Black Hill, nella riserva indiana dei Sioux. Quello che successe in seguito era abbastanza prevedibile. Una folla di cercatori d’oro, senza alcun riguardo degli indiani residenti, invase le colline. Si accesero scontri tra i Sioux, i Cheyenne e i cercatori. Il governo decise di intervenire spedendo tre colonne di soldati per riportare ordine nella regione.

Giovanni Martini (militare) 1900
Giovanni Martini (militare) 1900

Nel 1876 la colonna del generale Custer, circa 700 soldati a cavallo, inseguì una tribù Cheyenne particolarmente bellicosa. Il 25 giugno gli indiani furono avvistati dagli esploratori nei dintorni di Little Bighorn. Questi riferirono a Custer che gli indiani erano dieci volte più numerosi dei soldati. Nonostante ciò, e non facendo riposare i suoi uomini, stanchi di una lunga marcia di inseguimento, Custer decise di attaccare gli indiani, dividendo la sua colonna in tre parti per effettuare una manovra di accerchiamento. Il gran numero di guerrieri indiani impedì l’accerchiamento e i tre gruppi di soldati si trovarono isolati a combattere contro forze oltremodo preponderanti. Finirono tutti uccisi, salvo un piccolo gruppo di soldati che era riuscito a posizionarsi sulla cima di una collina e poté resistere fino all’arrivo dei rinforzi. L’unico sopravvissuto del gruppo del generale Custer fu anche l’ultimo a vedere vivo il generale. Egli era il trombettiere portaordini John Martin, cioè Giovanni Crisostomo Martini, un napoletano di Sala Consilina. Martini aveva fatto il tamburino nelle camicie rosse di Garibaldi e nel 1873 era emigrato in America, arruolandosi nell’esercito degli Stati Uniti. Egli si salvò perché fu mandato dal generale a chiedere aiuto alla colonna di soldati rimasta in retroguardia. Il Generale Custer morì combattendo contro gli indiani Cheyenne il 25 giugno 1876.

Buffalo Bill (1846-1917)
Sei colpi per sei bisonti, era la scommessa che William Cody aveva fatto con i suoi amici. Avrebbe ucciso sei bisonti senza sprecare un colpo. Vinse la scommessa. Riuscì a uccidere sette bisonti con sei colpi. Un colpo era riuscito a recuperarlo da un bisonte che aveva ucciso. Era rimasto sotto pelle, quasi a vista. Così ebbe il suo bel soprannome “Buffalo Bill”. Era stato il nomignolo di William Comstock, con il quale aveva vinto la scommessa.

Buffalo Bill Cody1911 - Moffett Chicago Biblioteca del Congresso
Buffalo Bill Cody1911 – Moffett Chicago Biblioteca del Congresso

William Cody era nato nel 1846 a La Claire, Iowa. Ancora ragazzo fuggì di casa. Lesse un annuncio con il quale cercavano giovani orfani bravi a cavalcare per adibirli al servizio di Pony Express. Si presentò e fu subito assunto. Ancora diciassettenne si arruolò come cavalleggero nell’esercito unionista, partecipando alla guerra di secessione dalla parte dei nordisti. Durante una licenza a Saint Luis conobbe la moglie, Louisa Frederici, che apparteneva a una famiglia di origine alsaziana, fondatrice della Immaculate Conception Church.

Tra il 1868 e il 1872 Bill ebbe l’incarico di procurare cibo per gli operai che stavano costruendo la Pacific Railway. Uccise 4.000 bisonti procurando la carne ai manovali che montavano i binari. Nel 1876 prese lo scalpo all’indiano Cheyenne Pahaska che, come raccontò Buffalo Bill, era quello che aveva ucciso il generale Custer a Little Bighorn. Lo scrittore Ned Buntline narrò le imprese di Buffalo Bill pubblicando i suoi racconti a puntate sui giornali. Buffalo, diventato famoso per le sue avventure, fece l’attore interpretando la parte di sé stesso in vari circhi e spettacoli all’aperto.

Nel 1883 fondò un suo circo che girava per gli Stati Uniti rappresentando lo spettacolo della conquista del West, inutile dire che il protagonista delle storie era quasi sempre lo stesso Buffalo Bill. Nello spettacolo lavorarono anche Calamity Jane, il capo indiano Toro Seduto e Wild Bill Hickock. Il circo fece il suo spettacolo durante i seguenti 20 anni. Venne anche in Europa dove fece una lunga tournée nelle principali città. Nel 1890 lo spettacolo di Buffalo Bill arrivò in Italia con il suo Wild West Show. La carovana sbarcò a Napoli dove montò il recinto nella zona del corso Meridionale. Dopo i primi spettacoli ai quali assistette una folla di spettatori, tra i quali Matilde Serao, l’interesse del pubblico napoletano andò scemando. Buffalo Bill acquistò una pagina del “Mattino” facendo pubblicità al suo spettacolo, sfidando i napoletani a trovargli un cavallo che gli resisteva. Mal gliene incolse perché un gruppo di scugnizzi, il giorno dell’esibizione, si presentò con un cavallo che era stato ben preparato da loro. Era stato imbottito con pepe nel sedere. Naturalmente Buffalo, pur senza cadere da cavallo, dovette rinunciare ad ammansirlo. A Roma, anzi a Cisterna di Latina, dove si accampò con il suo spettacolo, venne sfidato dai butteri del luogo nel domare cavalli. Vinse un certo Augusto Imperiali, detto “Augustarello”, che divenne famoso per l’impresa. Gli è stata dedicata una scuola a Cisterna di Latina. Alla fine del 1890 Buffalo Bill fu richiamato dall’esercito americano per affrontare alcune tribù Sioux ribelli.

Morì nel 1917, all’età di 71 anni. Prima di morire si era convertito al cattolicesimo. A Roma era stato ricevuto da Papa Leone XIII.

Nel 1890 fu dichiarata ufficialmente la fine della Frontiera dall’Ufficio statistico degli Stati Uniti, poiché quasi tutti i territori al di là del Mississippi erano diventati stelle della bandiera americana. La sconfitta degli indiani, la costruzione della ferrovia che congiungeva gli stati dell’est con l’oceano Pacifico e l’arrivo dei rappresentati dello stato e dei suoi organi di polizia e di giustizia misero fine all’avventura dei pionieri che aveva caratterizzato la vita di frontiera e l’epopea del West.

Bibliografia:
Viviana Zarbo, Storia del Far West, Tascabili economici Newton, 1994
E.L. Meadowcroft, Davy Crockett, Mondadori, Milano, 1970
Roberto Maccarini, La guerra civile americana. Storia del conflitto tra Nord e Sud, Genova, Il Portolano, 2012
Andrea Bosco, Domenico Rizzi, I cavalieri del West, Le Mani (Recco Genova) 2011
it.wikipedia.org/wiki/West
it.wikipedia.org/wiki/Buffalo Bill
it.wikipedia.org/wiki/George Armstrong Custer
it.wikipedia.org/wiki/Guerra di secessione americana

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