Sophia Loren, a life for cinema (Read English version)

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Da Pozzuoli a Hollywood. Sofia Scicolone, poi Sofia Lazzari, infine Sophia Loren, divenne diva vincendo due Oscar. Carlo Ponti la introdusse nel mondo del cinema che conta, Vittorio De Sica fu il regista che la portò alla celebrità, Marcello Mastroianni fu il suo compagno di lavoro preferito.

Il film “La ciociara”, diretto da Vittorio De Sica, ebbe la Nomination per l’Oscar del 1962. Alla serata dell’assegnazione delle statuette lei non era presente, era tra le probabili vincitrici, ma non si faceva illusioni. In genere venivano premiate attrici americane o inglesi. Invece quella fu una serata magica per Sofia Scicolone, di Pozzuoli, la Sophia Loren che tutti conosciamo. Fu proclamata vincitrice dell’Oscar come migliore interpretazione femminile. Quel film aveva avuto in Italia l’importanza simbolica di chiudere con un duro dopoguerra e dare inizio al boom economico degli anni sessanta. Vittorio De Sica, con la drammatica storia di Cesira, interpretata dalla Loren, e di sua figlia Rosetta, interpretata da una giovanissima Eleonora Brown, riuscì a trasmettere sulla pellicola quello che Alberto Moravia aveva raccontato nell’omonimo romanzo, le peripezie di un popolo, tra la Ciociaria, il Molise e il Casertano, alle prese con tedeschi e alleati che si combattevano intorno a Cassino.

Sofia Scicolone, in arte Sofia Lazzari, poi cambiato in Sophia Loren, nacque a Roma il 20 settembre del 1934. La madre Romilda Villani, insegnante di pianoforte napoletana appassionata di cinema, si trovava a Roma poiché lavorava come attrice figurante a Cinecittà. Romilda Villani vantava una straordinaria somiglianza con la diva di allora, Greta Garbo. Fu anche invitata a Hollywood per fare da controfigura alla “star”. Non andò negli Stati Uniti perché la famiglia era contraria e perché in quel periodo si ritrovò incinta di Sofia. Il padre Riccardo Scicolone era un ingegnere, rampollo di una nobile e agiata famiglia siciliana. Aveva una relazione, con alti e bassi, con la bellissima Romilda. Riccardo Scicolone riconobbe la piccola Sofia ma non sposò Romilda, per l’opposizione del padre, il marchese Scicolone Murillo. Romilda si trasferì nella casa paterna di Pozzuoli a causa delle difficoltà economiche che incontrava per crescere la sua bambina.

Riccardo Scicolone, che si interessava di investimenti immobiliari, continuò la sua relazione sentimentale con Romilda. Nel 1938 la Villani mise al mondo una seconda figlia di Riccardo, Maria, che però non fu riconosciuta dal padre.

Sofia trascorse la sua infanzia a Pozzuoli, nella casa dei nonni materni, in una piccola palazzina situata accanto all’anfiteatro romano di Pozzuoli. I guardiani del monumento, che erano in amicizia con il nonno, permettevano a Sofia e alle sue piccole amiche di giocare all’interno dell’anfiteatro. Durante la guerra Pozzuoli era un obiettivo militare, oggetto di ripetuti bombardamenti delle forze aeree alleate. Durante uno di questi raid la piccola Sofia fu ferita da una scheggia di bomba al mento. Questo convinse la sua famiglia a trasferirsi a Napoli, presso alcuni parenti. Subito dopo la guerra Romilda aprì un piccolo locale nella casa di Pozzuoli. Nel locale, che era frequentato dai militari americani di stanza nei dintorni, Romilda suonava al piano, la piccola Maria, che aveva una bella voce, cantava, mentre Sofia serviva ai tavoli.

Nel 1950 Sofia si trasferì con la madre a Roma per cercare di entrare nel mondo del cinema. Nello stesso anno partecipò al concorso di Miss Italia dove vinse il titolo di Miss Eleganza. Il padre, che non vedeva di buon occhio la carriera della figlia nel mondo dello spettacolo, presentò una denuncia all’autorità di Pubblica Sicurezza, affermando che nell’appartamento dove abitava Romilda Villani con la figlia si svolgesse attività di meretricio. Il tutto si risolse in una bolla di sapone poiché il commissario che svolgeva le indagini si rese immediatamente conto della inconsistenza dell’accusa.

Sophia Loren e Agostino Salvietti in L'oro di Napoli 1954
Sophia Loren e Agostino Salvietti in L’oro di Napoli 1954

Sofia cominciò a essere scritturata per particine in diversi film. Partecipò anche alla trasmissione radio “Rosso e nero” condotta da Corrado. Nel 1951 conobbe il produttore cinematografico Carlo Ponti che, dopo un provino per una scrittura cinematografica, si invaghì di Sofia, nonostante che fosse già sposato. Con l’aiuto di Ponti, Sofia iniziò la sua carriera nel cinema con il nome d’arte Sofia Lazzaro, poi sostituito da Sophia Loren, un nome di sapore nordico poiché in quel periodo erano di moda le dive di origine svedese.

Partecipò al film “Due notti con Cleopatra” (1953, regia di Mario Mattoli) dove lei interpretava il ruolo di Cleopatra. Ebbe un ruolo nel film-musical “Carosello Napoletano” di Ettore Giannini. Nel film “L’oro di Napoli” del 1954, diretto da Vittorio De Sica, ebbe la parte di una magnifica pizzaiola che perde un prezioso anello impastando una pizza. In “Peccato che sia una canaglia”, tratto dal racconto di Moravia “Il fanatico”, con la regia di Alessandro Blasetti, Sophia recitò per la prima volta con Marcello Mastrianni, un tassista vittima di Lina (Sophia Loren) che lo trascina in una serie di avventure grottesche. La serie dei tre film “Pane, amore e ” furono contrassegnati dalla rivalità professionale che si accese tra le due dive italiane del tempo, Sophia Loren e Gina Lollobrigida. “Pane, Amore e fantasia” del 1953 e “Pane, amore e gelosia” del 1954 furono girati con Vittorio De Sica e una giovanissima Gina Lollobrigida, mentre “Pane, amore e …” fu prodotto nel 1955 con De Sica, nella parte di comandante dei vigili urbani di Sorrento, e Sophia Loren nella parte di donna Sofia.

La sorella Maria, dopo aver concluso le scuole elementari a Pozzuoli, ospite in casa dei nonni, raggiunse la madre e la sorella a Roma. La madre si rifiutò di iscrivere la figlia alla scuola media poiché temeva che il fatto di avere il suo cognome Villani, non essendo stata riconosciuta dal padre Scicolone, potesse compromettere la nascente vita artistica della sorella.

Un giorno Riccardo Scicolone avanzò una richiesta di un’ingente somma di denaro alla figlia Sofia poiché, a causa di errate speculazioni edilizie, era in grosse difficoltà economiche. Sofia accettò di dargli il denaro richiesto a condizione che riconoscesse legalmente la sorella Maria. Solo in seguito al riconoscimento e alla acquisizione del cognome del padre Maria proseguì gli studi, potendo coronare infine il suo sogno di laurearsi in Lettere.

Nel 1957 Carlo Ponti, ottenuto il divorzio dalla moglie, sposò Sophia Loren. La coppia fu accusata di bigamia poiché il divorzio, che Ponti aveva ottenuto in Messico, non venne riconosciuto in Italia. I due andarono a vivere a Parigi ottenendo la cittadinanza francese. Ponti si risposò con la Loren nel 1966. Il nuovo matrimonio venne trascritto in Italia in quanto cittadini francesi. Sophia ebbe due bambini con Carlo, il primo, nato nel 1968, venne chiamato Carlo jr., il secondo, nato nel 1973, venne registrato con il nome di Eduardo.

Sophia Loren divenne una star internazionale. A Hollywood girò alcuni film con Cary Grant: “Orgoglio e Passione”, nel 1957 con la regia di Henry Hataway, e “Un marito per Cinzia” (1958). Inoltre fu la protagonista di “Orchidea nera”, girato nel 1958 con Anthony Perkins, e “La baia di Napoli” del 1960 con Clarke Gable.

A Hollywood era accompagnata dalla sorella Maria che ebbe un discreto successo come cantante. Cantò con Frank Sinatra, incise due dischi, partecipò a numerose trasmissioni della televisione americana, esibendo anche la sua bravura di cuoca. Maria Scicolone si sposò nel 1962 con il pianista jazz, compositore e pittore Romano Mussolini, quarto figlio di Benito Mussolini, con il quale ha avuto due figlie: Alessandra e Elisabetta. Ha scritto tre libri, due che riguardano cucina e ricette, mentre l’ultimo “La mia casa è piena di specchi” è il racconto dalla sua vita e quella della madre e della sorella.

Vittorio De Sica negli anni '60
Vittorio De Sica negli anni ’60

Il ritorno in Italia della Loren nel 1960 coincise con la preparazione del film “La ciociara” tratto da un romanzo di Alberto Moravia. La parte della protagonista Cesira era destinata ad Anna Magnani, la bravissima e drammatica attrice romana. Il primo regista designato per il Film, George Cukor, voleva Sophia Loren nella parte di Rosetta, figlia di Cesira. Anna Magnani, che di film ne capiva, contestò subito l’improbabile ruolo della Loren nel parte di sua figlia. Ridendo disse che era impossibile girare la scena drammatica dello stupro di una adolescente, come l’aveva raccontata Moravia, con una Sophia di 28 anni. Evidentemente le considerazioni di Anna Magnani dovettero sembrare plausibili se il produttore Carlo Ponti sostituì il regista con Vittorio De Sica. Con Vittorio alla regia Sophia ebbe il ruolo della madre Cesira. Rosetta, la figlia di Cesira, fu interpretata dalla teenager Eleonora Brown, di padre americano e madre napoletana. Jean-Paul Belmondo interpretò il partigiano Michele. Il film riscosse subito un enorme successo. Vinse il Festival di Cannes, il David di Donatello, il Nastro d’argento. Con questo film Sophia Loren vinse l’Oscar del 1962 quale migliore attrice protagonista, superando per un soffio Audrey Hepburn nel film “Colazione da Tiffany”.

Marcello Mastroianni in Divorzio all'italiana 1961
Marcello Mastroianni in Divorzio all’italiana 1961

Vittorio De Sica fu il suo regista preferito. Sophia, dopo “La ciociara” girò con lui “I sequestrati di Altona” nel 1962. Nel 1963 ebbe la parte di protagonista in “Ieri, oggi e domani” regia di De Sica, con il quale vinse il David di Donatello. Poi un altro capolavoro, che le fruttò una Nomination all’Oscar, fu “Matrimonio all’italiana” del 1964, regia di Vittorio De Sica e protagonista maschile Marcello Mastroianni. Il film, remake di quello girato da Eduardo e Titina De Filippo nel 1951 con il titolo originario “Filumena Marturano”, era la versione cinematografica della commedia di Eduardo. L’interpretazione di Sophia fu all’altezza della insuperabile Titina De Filippo. “I girasoli”, nel 1970 fu il penultimo film girato con De Sica, l’ultimo fu “Il viaggio” del 1974. Protagonista maschile de “I girasoli” fu Marcello Mastroianni. Il film racconta l’avventura di Giovanna (Sophia Loren) che si reca nella Russia sovietica alla ricerca del marito, soldato disperso dell’ARMIR. Lo ritrova in un paesino in mezzo alla steppa. Vive con una giovane russa con la quale aveva avuto una bambina.

Gli anni settanta videro un rallentamento della carriera dell’attrice, dovuto alle sue due maternità. Nel 1977 partecipò al film “Una giornata particolare” di Ettore Scola, sempre al fianco di Marcello Mastroianni, vincendo il suo sesto David di Donatello.

Alla fine degli anni settanta fu accusata di evasione fiscale, dieci miliardi di lire esportati illegalmente in Svizzera. Fu condannata a un mese di reclusione. Nel 1982 Sophia Loren rientrò spontaneamente in Italia e si presentò al penitenziario femminile di Caserta per scontare la pena a cui era stata condannata. Trascorse 17 giorni in cella, dopo il rifiuto alla concessione della grazia dell’allora presidente della repubblica Sandro Pertini, che non volle dare l’impressione di un trattamento di favore. Dopo molti anni la Corte di Cassazione ha riconosciuto l’innocenza della Loren nella faccenda dell’esportazione di capitali, addossandone la colpa al suo commercialista. L’attrice è stata assolta dalle accuse nel 2013.

Nel 1983 partecipò alla produzione per la televisione americana “Her own story”, in cui racconta la sua vita. Furono diverse le produzioni della RAI alle quali ha partecipato Sophia Loren. Le più note sono “Madre Coraggio” del 1986, la miniserie omonima del film “La ciociara” del 1989, ”Sabato,domenica e lunedì” regia di Lina Wertmuller del 1990. L’ultima produzione RAI è stata “La mia casa è piena di specchi” del 2010, tratto del romanzo omonimo della sorella Maria Scicolone, in cui viene raccontata la vita di Romilda Villani, interpretata da Sophia, dell’attrice e della sorella Maria.

Nel 1990 Sophia Loren ottenne un inaspettato, quanto meritato, Oscar alla carriera. Nel suo discorso di ringraziamento citò il suo amato regista Vittorio De Sica, per aver avuto una parte importante nella sua vita artistica. Nella sua carriera Sophia Loren ha vinto, oltre ai due Oscar, nove David di Donatello, tre Nastri d’Argento, due Globi d’Oro, una Coppa Volpi e un Leon d’Oro alla Mostra del cinema di Venezia, un Festival di Cannes e cinque Golden Globe.

Dal 2007 la Loren vive a Ginevra, dopo aver abitato per 30 anni a Los Angeles. Si era trasferita negli Stati Uniti, lasciando la sua “Villa Sara” di Marino, in provincia di Roma, per i problemi fiscali-giudiziari avuti da lei e dal marito a fine anni ‘70. Nel 2007, poco dopo il trasferimento a Ginevra, morì il marito Carlo Ponti. Aveva 95 anni.

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Bibliografia:
Maria Scicolone, La mia casa è piena di specchi, Gremese, 2004
it.wikipedia.org/wiki/Sophia_Loren
Sophia Loren, Ieri, oggi e domani. La mia vita, Rizzoli, 2014
it.wikipedia.org/wiki/Maria_Scicolone
Sophia Loren, mymovies.it