Eduardo, Peppino e Titina De Filippo

Eduardo, Peppino e Titina De Filippo

Eduardo, Peppino and Titina De Filippo (Read English version)

Hanno fatto la storia del teatro: Eduardo con il suo teatro fatto di impegno sociale, Peppino con il suo umorismo, Titina con le sue magistrali interpretazioni teatrali e cinematografiche.

Appartenevano a una grande famiglia di teatranti, fondata dall’attore e commediografo napoletano Eduardo Scarpetta, proseguita dai suoi numerosi figli e nipoti, quasi tutti attori, autori e registi di teatro. Titina, Eduardo e Peppino erano figli di Eduardo Scarpetta e di Luisa De Filippo, nipote della moglie di Scarpetta, Rosa De Filippo.

Eduardo Scarpetta aveva avuto una vita sentimentale un po’ “esuberante”. Oltre ai figli avuti con la legittima consorte Rosa De Filippo: Domenico Scarpetta (probabilmente figlio naturale di Vittorio Emanuele II e Rosa De Filippo) e Vincenzo Scarpetta, ebbe altri figli in seguito alle sue numerose relazioni.

Da una relazione con Francesca Giannetti, maestra di musica, nacque Maria Scarpetta. Un’altra relazione fu con Anna De Filippo, sorellastra di Rosa. Questa relazione probabilmente si svolse in due periodi: nel primo (anno 1876) sarebbe nato, secondo voci dell’epoca, Ernesto Murolo, poi “adottato” dai coniugi Vincenzo Murolo e Maria Palumbo, nel secondo periodo (anni 1903-1906) nacquero Eduardo De Filippo (attore, in arte Eduardo Passarelli) e Pasquale De Filippo.

Eduardo Scarpetta ebbe, inoltre, una lunga relazione con Luisa De Filippo, dalla quale ebbe tre figli. Il 27 marzo del 1898 nacque Annunziata De Filippo, conosciuta come Titina. Il 24 maggio del 1900 Luisa partorì Eduardo De Filippo. L’ultimo fratello De Filippo, Giuseppe, conosciuto con il nomignolo Peppino, nacque il 24 agosto del 1903.

Luisa, che lavorava come sarta teatrale nella compagnia di Eduardo Scarpetta, li crebbe, con l’aiuto dell’attore, in un appartamento situato in via Bausan 28, nei pressi di Palazzo Scarpetta di via Vittoria Colonna 4, dove viveva il resto della numerosa famiglia. In seguito si trasferirono in un appartamento in via dei Mille.

I tre De Filippo avevano l’istinto della recitazione già da piccoli. Quando la loro mamma il pomeriggio si recava in teatro per il suo lavoro, lasciava i piccoli affidati alla portinaia dello stabile. I tre attori in erba, lasciati soli, organizzavano piccoli spettacoli teatrali sul balcone che affacciava nel cortile del palazzo dove abitavano. La tapparella fungeva da sipario. Erano talmente godibili e bravi che già allora avevano un pubblico affezionato tra i condomini, che si godevano le piccole “piece” teatrali dalle loro finestre. Qualcuno li ricompensava con scatole di cioccolatini e caramelle.

Ben presto cominciarono a calcare le scene. Titina iniziò la sua precoce carriera artistica nella compagnia del padre, Eduardo Scarpetta. Da bambina veniva utilizzata in ruoli da maschietto, come “Peppeniello” in Miseria e Nobiltà, oppure nel ruolo di scolaretta in “Nu ministro mieze e guaie”. Giunta all’età di quattordici anni non trovò più ruoli adatti all’età adolescenziale. Utilizzò il periodo di stasi per perfezionare la sua abilità recitativa.

Eduardo, che aveva debuttato in teatro a soli quattro anni in una scena de “La gheisha” in braccio a un attore, iniziò a lavorare insieme alla sorella nella compagnia Scarpetta. Ben presto la madre, per assicurare una buona istruzione ai due figli maschi, iscrisse Eduardo e Peppino al “Collegio Chierchia”. Durante il periodo trascorso nel collegio Eduardo si dilettava a scrivere commediole relative all’ambiente scolastico, che divertivano studenti e professori.

Terminati presto gli studi, Eduardo, a soli quattordici anni, venne scritturato, insieme alla sorella Titina, dal fratellastro Vincenzo Scarpetta nella sua compagnia. Tre anni più tardi Vincenzo Scarpetta associò alla compagnia anche l’ultimo dei fratelli De Filippo, Peppino.

Eduardo fece il servizio militare nel corpo dei bersaglieri a Roma. Durante la naia venne utilizzato per organizzare commedie a uso e consumo dei suoi commilitoni. In questo periodo scrisse la sua prima vera commedia: “Farmacia di turno” rappresentata dalla compagnia di Vincenzo Scarpetta.

Titina, a 23 anni, lasciò la compagnia del fratellastro per essere ingaggiata da Francesco Corbinci, capocomico di una compagnia specializzata in commedie musicali. Nella stessa lavorava come attore anche Pietro Carloni di cui Titina si innamorò. Si sposarono nel 1922. L’anno seguente i due ebbero il loro unico figlio, Augusto.

Eduardo e Peppino continuarono a recitare nella compagnia scarpettiana. Nel 1922 Eduardo fece la sua prima regia nella commedia poetico-musicale “Surriento gentile”, una delle prime commedie del genere “sceneggiata”, scritta da Enzo Lucio Murolo, impiegato delle poste. Enzo Lucio Murolo è citato su una targa marmorea, situata nell’edificio della Posta Centrale di Napoli, insieme ad altri numerosi artisti e poeti napoletani dipendenti delle poste.

Nel 1927 Eduardo De Filippo formò con Michele Galdieri una propria compagnia alla quale associò Peppino e Titina. In questa occasione Eduardo conobbe l’americana Dorothy Pennington, che sposò l’anno seguente.

Nello stesso anno, sciolta la compagnia con Galdieri, i tre fratelli fondarono una nuova compagine chiamata “Compagnia comica napoletana d’arte moderna – De Filippo”. Con questa, sempre con la collaborazione di Galdieri, misero in scena alcune commedia scritte dai due fratelli De Filippo: “Sik sik l’artefice magico” di Eduardo e “Don Rafele o trumbone” di Peppino.

Nel 1929 Peppino De Filippo sposò l’attrice Adele Carloni, che già aveva conosciuto anni prima poiché era sorella del marito di Titina, Pietro Carloni. L’anno seguente ebbe il suo unico figlio, Luigi.

Nel 1931 Eduardo, Titina e Peppino fondarono la “Compagnia del teatro umoristico – i De Filippo”. Con questa i tre si affermarono definitivamente. Il sodalizio associò nel tempo i più valenti attori comici e dialettali napoletani: Agostino Salvietti, Tina Pica, Dolores Palumbo, Pietro Carloni e tanti altri.

Il 25 dicembre del 1931 la compagnia debuttò al teatro Kursaal di via dei Mille a Napoli con la più famosa commedia di Eduardo ”Natale in casa Cupiello”. La commedia all’inizio finiva al secondo atto, in seguito, fu aggiunto il terzo atto dove veniva rappresentato il disagio della figlia del protagonista, Ninuccia, con la confessione del naufragio del suo matrimonio. Questa commedia diede inizio a quella comicità amara, accompagnata da impegno sociale, che fu la cifra narrativa dei lavori di Eduardo.

Dopo il successo ottenuto con “Natale in casa Cupiello”, il contratto con il Kursaal, che doveva durare nove giorni, fu prolungato a ben nove mesi. Le commedie che venivano recitate dopo il film dovevano essere continuamente sostituite. In questo i De Filippo erano facilitati poiché nella famiglia allargata di Eduardo Scarpetta erano presenti numerosi autori teatrali. Furono rappresentate commedie di Maria Scarpetta, sorellastra dei De Filippo, del poeta Ernesto Murolo, presunto figlio di Scarpetta, degli stessi Peppino e Titina, oltre che di Eduardo.

Nel 1932, dopo le rappresentazioni al Kursaal, i tre fratelli si spostarono al Teatro Sannazzaro, in via Chiaia, dove continuarono a rappresentare commedie scritte da loro o dai loro familiari, oltre che da Gino Rocca e da Michele Galdieri.

L’amicizia con Luigi Pirandello convinse Eduardo e i suoi fratelli di esser maturi per affrontare lavori in lingua adatti a essere recitati in tutta l’Italia. Furono le commedie di Pirandello a essere presentate nei teatri delle maggiori città: “Liolà”, con la regia dello stesso Eduardo, protagonista Peppino, “Il berretto a sonagli”, “Sei personaggi in cerca d’autore”.

L’incontro con Pirandello pur non dando immediati frutti artistici, fece maturare nei tre fratelli quella particolare versione dialettale, quel napoletano corretto con uno spruzzo di italiano, o forse il contrario, che risultava comprensibile al pubblico di tutta Italia. Il risultato di questa maturazione fu nel 1946 la scrittura di “Questi fantasmi” la più napoletana, ma anche la più italiana, delle commedie di Eduardo.

I De Filippo alternarono al lavoro teatrale l’attività cinematografica. Il primo film a cui parteciparono come protagonisti Eduardo e Peppino fu “Tre uomini in frac” regia di Mario Bonnard nel 1932. Seguirono “Quei due”, “Il cappello a tre punte”, “A che servono questi quattrini”, “Non ti pago” con Titina, “Casanova farebbe così” e numerosi altri girati con cadenza più che annuale.

Nel 1944, durante le prove di una rappresentazione al teatro Diana, ci fu un terribile litigio tra Eduardo e Peppino. Peppino rinfacciò al fratello la sua tirannia sulle scene. Eduardo a sua volta sospettava che Peppino fosse in parola con l’impresario Remigio Paone e quindi sul punto di lasciare i fratelli.

“La Compagnia del Teatro Umoristico – i De Filippo” venne sciolta dopo il litigio. Eduardo fondò una nuova compagnia, “Il Teatro di Eduardo”, a cui era associata la sorella Titina che continuò a recitare con il fratello. Peppino continuò con un suo percorso professionale come autore, attore e regista, esprimendosi in una comicità più leggera.

Eduardo
Nel 1946, dopo la scrittura di “Questi fantasmi”, Eduardo partorì il suo capolavoro “Filumena Marturano”, dove affrontò le problematiche sociali che lo appassionavano, comunque già presenti nei suoi “script” precedenti come “Napoli milionaria”.

Eduardo De Filippo
Eduardo De Filippo

Nel 1948 acquistò il teatro San Ferdinando, gravemente danneggiato durante la guerra dai bombardamenti aerei. Eduardo investì importanti capitali nella ricostruzione del teatro, che terminò nel 1953. Venne inaugurato il 22 gennaio del 1954 con la rappresentazione di “Palummella zompa e vola” scritta da Antonio Petito, con la regia dello stesso Eduardo, che recitò la parte di Pulcinella.

In quegli anni si separò dalla moglie Dorothy Pennington, per unirsi alla cantante e attrice Thea Prandi che sposò nel 1956, dopo l’annullamento del suo primo matrimonio. Con Thea ebbe due figli: Luisa, morta giovanissima nel 1960, e Luca che seguì le orme del padre come attore e regista. Thea si spense nel 1961.

Sono numerosissime le commedie scritte da Eduardo. Dopo Filumena Marturano, che segnò una svolta nella sua produzione, scrisse “Le voci di dentro”, “De Pretore Vincenzo”, “Sabato, Domenica e Lunedì”, “Il sindaco del rione sanità”, “Gli esami non finiscono mai”, solo per citarne alcune delle più importanti.

Partecipò a numerose produzioni cinematografiche, oltre quelle già citate relative a prima della separazione da Peppino: Assunta Spina, Napoli Milionaria (regista e protagonista), Filumena Marturano (regista e protagonista), Napoletani a Milano, dove affrontò il tema dell’emigrazione dal sud, Questi Fantasmi, Ferdinando I re di Napoli. Questi film sono solo un piccolo estratto di titoli tra i circa 50 film girati come attore, a volte anche come regista, soggettista e sceneggiatore.

Nel 1977 fece il suo terzo matrimonio con Isabella Quarantotti.

Nel 1980, in occasione della grave malattia che portò alla morte Peppino, ci fu un incontro tra i due fratelli che, secondo Luigi De Filippo, figlio di Peppino, portò alla riconciliazione. Se davvero avvenne questa riconciliazione, Eduardo non ne fece cenno. Dopo la morte del fratello disse “Adesso mi manca. Come compagno, come amico, ma non come fratello”.

Nel 1981 fu nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini come riconoscimento del suo impegno artistico e sociale.

Mentre il figlio Luca recitava al teatro Diana di Napoli, Eduardo si spense a Roma. Era la sera del 31 ottobre del 1984.

Luca De Filippo aveva debuttato a soli sette anni come “Peppeniello” in Miseria e Nobiltà, nella compagnia del padre. Negli anni seguenti continuò la sua attività teatrale nella compagnia, ricoprendo i ruoli prima di spalla e poi come coprotagonista e protagonista nelle commedie del repertorio eduardiano.

Partecipò a numerosi film di cui i più noti furono: I giovani tigri, Sabato domenica e lunedì, Mannaggia alla miseria. Nel 2014, diede il suo contributo al documentario “Eduardo: la vita che continua”. Di notevole spessore anche alcune produzioni televisive in cui recitò: Naso di Cane (1985), Il ricatto (1989).

Nel 2015 venne nominato direttore della Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Napoli, con sede nel teatro San Ferdinando, che Eduardo aveva donato al Comune di Napoli. Purtroppo il 27 novembre del 2015 morì, lasciando in sospeso tutte le sue attività teatrali.

Peppino
Dopo il litigio con il fratello e la conseguente separazione, Peppino, con la collaborazione dell’impresario Remigio Paone, fondò una nuova compagine teatrale, “Compagnia del teatro Italiano”, con la quale intendeva superare le limitazioni di un repertorio dialettale, in contrapposizione e per meglio distinguersi da Eduardo. L’affrancamento dal dialetto era già iniziato con la rappresentazione romana di “Imputato alziamoci” di Michele Galdieri. Questo non significò l’abbandono della lingua madre, ma l’utilizzo fu limitato a frasi a effetto e singole espressioni, nell’ambito di una recitazione in lingua italiana usufruibile da tutte le platee.

Peppino De Filippo
Peppino De Filippo

Nel frattempo si era separato della moglie Adele Carloni e aveva intrapreso una relazione con l’attrice Lidia Maresca, in arte Lidia Martora.

“Quel bandito sono io”, commedia scritta da Peppino De Filippo, rappresentata al Mercadante di Napoli, divise profondamente la critica: quella più impegnata a sinistra, che per esaltare il fratello Eduardo, volle vedere, nell’interpretazione di Peppino, una rivisitazione della commedia dell’arte, con una comicità da raffinato clown, quella meno impegnata apprezzò il riuscito tentativo di affrancarsi dal teatro eduardiano, tutto impegnato nella rappresentazione del disagio sociale.

Peppino, dopo il periodo bellico, partecipò a una lunga serie di film, quasi cento, molti di essi girati insieme a Totò. La maggior parte erano film commerciali che sfruttavano la eccezionale vis comica dei due. Non mancarono film di spessore quali: Luci del Varietà (Federico Fellini e Alberto Lattuada, 1950), Una di Quelle (Aldo Fabrizi, 1953), La Banda degli Onesti (Camillo Mastrocinque, 1956), oltre alla lunga serie dei “Totò, Peppino e ….”.

Nel 1971 sposò la compagna Lidia Maresca, morente dopo una lunga malattia. Nel 1977 si unì in matrimonio con l’attrice Lelia Mangano.

In televisione Peppino rappresentò, nel programma Scala Reale, il personaggio di Gaetano Pappagone, domestico del Commendator Peppino De Filippo, che lo rese celebre al grande pubblico televisivo. Fu in quella occasione che inventò “Carta dindirindà” per “carta di identità”, che è rimasta una frase idiomatica nella parlata familiare italiana.

Il 27 gennaio del 1980 Peppino De Filippo si spense a Roma a causa di una cirrosi epatica, aveva 76 anni.

Il figlio Luigi De Filippo, nato nel 1930 dal matrimonio con Adele Carloni, seguì le sue orme di attore e commediografo.

Lavorò nella “Compagnia del Teatro Italiano”, fondata dal padre, interpretando ruoli da coprotagonista e protagonista. Nel 1978 fondò una propria compagnia. Interpretò ruoli di primo piano in numerosi film tra cui: Filumena Marturano (1951), Lazzarella (1958), Le Quattro Giornate di Napoli (1962), In nome del Popolo Sovrano (1990).

Partecipò a diversi lavori televisivi tra cui: “Storie di camorra” (1977), “La Piovra 3” (1987), “Un posto al Sole”, “Pupetta, il coraggio e la passione”.

Nel 2011 assunse la direzione del teatro Parioli che cambiò nome in “Teatro Parioli – Peppino De Filippo”.

Titina
Rimasta nella compagnia di Eduardo dopo il litigio dei fratelli, nel 1945 fu protagonista femminile, insieme al fratello, nella celebre rappresentazione al teatro San Carlo della commedia “Napoli Milionaria”. Il pubblico alla fine della commedia piangeva e applaudiva, un vero trionfo. Eduardo era riuscito a interpretare la Napoli vera, quella della sofferenza postbellica, nella quale tutti i napoletani si riconoscevano.

Titina De Filippo - Mondadori Publishers 1950
Titina De Filippo – Mondadori Publishers 1950

Fu la protagonista indiscussa di “Filumena Marturano”, scritta da Eduardo pensando a lei come protagonista. Solo Sophia Loren, nel film “Matrimonio all’italiana”, tratto dalla stessa commedia, riuscì a dare un’interpretazione all’altezza di Titina.

Partecipò a numerosi film tra i quali: Assunta Spina (1948), Napoli Milionaria (regia di Eduardo, 1950), Filumena Marturano (Eduardo, 1951), Ferdinando I Re di Napoli (1959), che fu l’unico film dove i tre fratelli tornarono insieme per recitare dopo il 1944.

Nel 1951 cominciò a manifestarsi una insufficienza cardiaca che la portò a diradare le sue presenze sul palcoscenico. Si dedicò alla pittura e ai collages con un certo successo artistico.

Alternò alla scrittura di alcune commedie l’attività di scenografa, sceneggiatrice e dialoghista per alcuni lavori del fratello Eduardo.

Nel 1959 si ritirò dalle scene per l’aggravarsi della malattia. Il 26 dicembre del 1963 si spense a Roma all’età di 65 anni.

Il suo unico figlio, Augusto Carloni, fece il regista e lo sceneggiatore di diversi lavori teatrali e cinematografici. Divenne giornalista parlamentare, prestando la sua opera per le agenzie giornalistiche AGI e ASCA. Collaborò con la RAI e con il settimanale “Epoca”. Scrisse la biografia “Titina De Filippo: vita di una donna di teatro”.

Augusto Carloni si spense il 9 marzo del 1997 all’età di 73 anni.

Tre fratelli, un’unica storia: quella del teatro italiano e napoletano.

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Bibliografia:
Augusto Carloni, Natale in casa De Filippo, Napoli, Benincasa, 1993
Peppino De Filippo: Una famiglia difficile,Napoli, Marotta,1976
it.wikipedia.org/wiki/Eduardo_De_Filippo
www.treccani.it/enciclopedia/eduardo-de-filippo_(Dizionario-Biografico)
it.wikipedia.org/wiki/Peppino_De_Filippo
www.treccani.it/enciclopedia/peppino-de-filippo_(Dizionario-Biografico)/
Augusto Carloni, Titina De Filippo: vita di una donna di teatro, Milano, Rusconi, 1984
it.wikipedia.org/wiki/Titina_De_Filippo
www.treccani.it/enciclopedia/titina-de-filippo_(Dizionario-Biografico)