Europe of Charlemagne (Read English version)

Carlo Magno creò un impero unificando l’Europa. Il suo regno andava dai Pirenei alla Polonia. Al sud confinava con le terre del papa. Al nord toccava le rive del Mar del Nord e del Baltico. Creò la moneta unica europea.

Carlo Magno fu incoronato imperatore il 25 dicembre dell’800, la notte di Natale, nella basilica di San Pietro a Roma, da papa Leone III. Eginaldo, il suo storico personale che riportava tutti gli avvenimenti che lo vedevano coinvolto, raccontò che l’incoronazione fu una sorpresa per Carlo. Ma fu una frottola raccontata per tenere buoni gli imperatori di Costantinopoli, che si ritenevano gli unici legittimi prosecutori dell’impero romano e che consideravano Carlo Magno un usurpatore.

Anche Carlo Magno non fu proprio contento di come si era svolta la cerimonia. Leone III aveva fatto in modo di incoronare Carlo in ginocchio al suo cospetto, come a voler stabilire una supremazia del papa su l’imperatore. Nemmeno la nobiltà franca fu molto soddisfatta della incoronazione con la finale acclamazione del popolo romano, che ribadiva il proprio diritto a eleggere il “suo” imperatore.

L’incoronazione di Carlo Magno seguiva quella a Re di Italia nel 774. Egli era stato cinto con la Corona Ferrea nella cattedrale di Pavia. Con questa ultima cerimonia aveva preso formale possesso delle sue tre cariche: Re dei Franchi, Re d’Italia, Imperatore della parte occidentale dell’ex Impero Romano (poi Sacro Romano Impero).

Carlo Magno era nato il 2 aprile del 742 in una località sconosciuta. Il padre era Pipino il Breve, il primo dei Carolingi a essere incoronato re dei Franchi, la madre era Bertrada di Laon. I Merovingi avevano mantenuto la carica regia fino alla morte, senza eredi, di Teodorico IV. Il nonno di Carlo Magno, Carlo Martello, fu l’ultimo dei maggiordomi dei Merovingi: “i re fannulloni”. I maggiordomi erano di fatto quelli che effettivamente governavano. Carlo Martello aveva accumulato tanta potenza e ricchezza che il figlio Pipino riuscì a imporsi come nuovo sovrano, fondando la dinastia dei Carolingi.

Carlo Martello aveva provveduto a ampliare il regno. Affrontò i mori che avevano invaso la Francia, sconfiggendoli nella celebre battaglia di Poitiers. Il figlio Pipino si era preoccupato di consolidare il suo potere. Il regno comprendeva la Francia, il Belgio, i Paesi Bassi, la Svizzera e la parte occidentale della Germania, esclusa la Sassonia e la Baviera. Le principali suddivisioni della Francia erano: Neustria a nord, Aquitania a occidente, Borgogna a oriente. La parte della Germania sotto il dominio Carolingio era così suddivisa: Austrasia a nord, Svevia a sud, oltre ad altre piccole entità regionali.

Impero dei Franchi 481 - 814 (en.svg:Semhur derivative work Dom De Felice 2009) CC BY-SA 3.0
Impero dei Franchi 481 – 814 (en.svg:Semhur derivative work Dom De Felice 2009) CC BY-SA 3.0

Pipino il Breve morì il 23 settembre del 768. Gli successero i suoi due figli, Carlo, soprannominato Magno, e Carlomanno. A Carlo furono assegnati i territori della Neustria e della Austrasia, oltre alla parte nord dell’Aquitania, ovvero la fascia atlantica del regno. A Carlomanno andò la parte sud dell’Equitania, la Borgogna e la Svevia, oltre ad altre piccole regioni confinante con le precedenti, cioè la parte mediterranea e alpina del regno.

Carlo cercò di espandere i suoi territori verso la Germania orientale e il Baltico, mentre Carlomanno era sulla difensiva, poiché aveva da preoccuparsi dei mori di Spagna che tentavano lo straripamento oltre i Pirenei, nonché la rogna longobarda in Italia, una spina nella parte sud del suo regno.

La madre dei due, Bertrada, si diede da fare per cercare una alleanza con i Longobardi, intessendo con il loro capo una serie di rapporti familiari. Fece in modo che Carlo sposasse Desiderata, la figlia di Desiderio, re dei Longobardi. Carlo, per sposare Desiderata, dovette ripudiare la moglie precedente, Imiltrude, da cui aveva avuto due figli: Pipino e Alpaide. Al figlio di Desiderio, Adelchi, fu data in moglie Gisella, sorella di Carlo e di Carlomanno.

Questa alleanza tra Desiderio e Bertrada, indispettì il papa ma anche Carlomanno, che si sentì escluso dai maneggi della madre. I due si allearono per contrastare il predominio di Carlo e ridimensionare il potere dei longobardi in Italia a favore di quello del papa.

Carlomanno morì improvvisamente e misteriosamente il 4 dicembre 771, aveva 23 anni. Il fratello prese possesso di tutto il regno. Carlo, chiamato Carlo Magno, fu re dei Franchi e regnò su Francia, Germania, Olanda e Belgio.

Nel 771 Carlo Magno ripudiò anche la seconda moglie Desiderata (conosciuta anche come Ermengalda), sposata per consolidare gli accordi con il padre Desiderio, visto che i rapporti con i Longobardi si erano compromessi.

Dopo il ripudio della seconda moglie, sposò la donna della sua vita, Ildegarda, dalla quale ebbe ben nove figli. Ildergarda era figlia dello svevo Geroldo I e della tedesca Emma.

Carlo Magno, durante la sua vita, condusse i franchi attraverso più di 60 campagne militari, tese a conquistare nuovi territori e a consolidare il suo potere.

Nel 773 fu chiamato dal nuovo papa Adriano I, poiché i longobardi di Desiderio non avevano rispettato i patti e non avevano consegnato alcuni territori al papa. Carlo Magno con il suo esercito attraversò il Moncenisio e mise sotto assedio Pavia, dove stava asserragliato Desiderio con i suoi uomini. L’assedio della città durò nove mesi, poiché Carlo Magno aspettò pazientemente, senza colpo ferire, che gli assediati si arrendessero per fame.

Durante i nove mesi di assedio Carlo Magno si recò a Roma per rendere omaggio e per rafforzare l’alleanza con il nuovo papa. Egli fu accolto con tutti gli onori, con la folla che lo festeggiò in qualità di Patrizio Romano. Il papa e i cardinali lo attendevano sulla soglia della Basilica di San Pietro.

Il re dei Franchi rinnovò l’alleanza con il papa, confermandogli la cessione dei territori già concessa da Pipino il Breve, ma non avvenuta. Questa cessione comunque non avverrà mai. Carlo, negli anni seguenti, sfuggiva l’incontro con il papa perché non gli fosse rinfacciata la mancata promessa.

L’assedio di Pavia si concluse nel giugno del 774 con la resa della città. Desiderio si sottomise ai Franchi e l’Italia passò sotto la corona carolingia. Fu in questa occasione che Carlo fu incoronato nella cattedrale di Pavia Re dei Franchi, dei Longobardi e Patrizio dei Romani, cingendo la Corona Ferrea.

Carlo Magno, subito dopo aver piegato i Longobardi, intraprese una campagna contro i Sassoni. Essi occupavano le terre nel nord della Germania, al di là del Reno. Per sottomettere completamente quel popolo furono necessarie diverse spedizioni militari, l’ultima fu nell’804. Carlo Magno utilizzò la tecnica della terra bruciata. I campi coltivati venivano distrutti per affamare l’orgogliosa popolazione. Le milizie franche fecero numerose stragi. I sopravvissuti furono forzatamente convertiti alla fede cristiana, con battesimi di massa. Nell’804 Carlo, per vincere definitivamente la loro resistenza, fece deportare più di 10.000 sassoni, trasferendoli in Aquitania.

Il re carolingio, per tenere sotto controllo il suo vasto impero, creò il sistema feudale. Divise il territorio in 200 province. A capo delle stesse mise i “conti”. Questo era il primo grado di nobiltà creato da Carlo. I territori delle province a loro volta erano divisi tra i vassalli. Mentre i conti rappresentavano la direzione amministrativa, giudiziaria e militare delle province a loro affidate, i vescovi ne curavano il lato religioso. Il secondo livello feudale furono i “marchesi” che avevano dei territori più vasti, collocati ai bordi dell’impero. I marchesi avevano anche l’onere di mantenere un esercito per difendere i confini. Sia i conti che i marchesi erano sotto la stretta giurisdizione del re, che poteva destituirli in ogni momento. L’ultimo grado feudale erano i “duchi”. Questi erano i capi delle popolazioni sconfitte e aggregate all’impero, che si erano sottomessi a Carlo. Essi conservavano la sovranità nei confronti del loro popolo. Potevano essere destituiti solo in caso di ribellione nei confronti del loro re. A controllare il tutto c’erano i messi imperiali, che erano mandati nelle varie province per controllare che le leggi e le disposizioni dettate da Carlo Magno fossero rispettate.

Nel 778 Carlo ebbe la cattiva idea di conquistare la penisola iberica, per scacciare i mori e liberare i cristiani che l’abitavano. Approfittando delle rivalità tra i vari califfati, chiamato in aiuto da uno di essi, attraversò i Pirenei con il suo esercito affiancato da forze alleate. Il tentativo di conquista di Saragoza si rivelò un fiasco, anche a causa dei cristiani che abitavano la città, che invece di appoggiare il correligionario Carlo, rimasero a fianco dei mori. I mori trattavano abbastanza bene i cristiani, che non erano per nulla convinti di poter ricevere un trattamento migliore dal re franco.

Dopo il fallimento di Saragoza, preso atto che le popolazioni locali cristiane non erano disponibili ad appoggiare l’azione dei Franchi, Carlo Magno si ritirò con il suo esercito con un buon bottino di guerra al seguito. Il 15 agosto del 778 l’esercito in ritirata fu attaccato da forze basche a Roncvisvalle nei Pirenei, in seguito al tradimento di alcuni nobili aquitani. Carlo Magno ebbe una delle più dure sconfitte militari della sua vita. Nella battaglia persero la vita migliaia di soldati. Tra i caduti ci fu anche Hruodlandus (Orlando o Rolando), prefetto in Bretagna. La battaglia di Roncisvalle e il suo eroe Orlando furono il soggetto di poemi e canzoni (Chanson de Roland, Orlando Furioso) che raccontarono le gesta dei paladini di Francia.

Nel 768 Carlo Magno stabilì ad Aquisgrana la sua residenza invernale. Sebbene all’epoca non esisteva il concetto di capitale, la città tedesca divenne di fatto la capitale dell’impero carolingio. Il nome Aquisgrana derivava dalla presenza di numerose sorgenti di acqua termale: Aquae (dal latino: acqua), Granni (dal celtico: salute).

Carlo istituì una moneta unica d’argento, il “denaro”, con cambio fisso. Questa fu una vera e propria moneta europea. Il “denaro” venne adottata anche in territori estranei alla giurisdizione carolingia. Questo sistema monetario sostituì le varie monete che si erano create durante il basso medioevo e che derivavano dal “solido” e dalla “libbra” romana coniate in oro. “Denaro” è ancora oggi sinonimo di moneta.

L’amministrazione della giustizia era affidata ai funzionari imperiali: conti, marchesi e duchi. Si cercò di armonizzare le leggi delle varie nazioni, che non furono sostituite ma integrate. L’adozione di codici scritti obbligò i notabili dello stato ad avere una discreta istruzione. Carlo Magno promosse anche il recupero di un latino corretto. Esso si era volgarizzato durante il basso medioevo, tanto che il latino parlato e scritto in un posto era quasi incomprensibile in un diverso territorio.

Nel 783 morì Ildegarda. Carlo si risposò per la terza volta con Fastrada, da cui ebbe due figlie. Fastrada morì nel 794. L’ultima sua compagna fu Liutgarda che sposò nel 799. La giovane Liutgarda morì l’anno seguente.

Nel 788 Carlo, sospettando di tradimento il cugino Tassilone, duca di Baviera, che qualche anno prima aveva fatto giuramento di fedeltà al re, lo destituì e lo fece arrestare insieme alla moglie Liutperga e ai figli, annettendo pienamente il ducato al suo impero. Tassilone e i figli furono rinchiusi in monastero, la moglie fu esiliata e le figlie furono costrette a farsi monache.

Gli Avari erano una popolazione di origine mongola che abitava l’odierna Ungheria. Essi rappresentavano un pericolo per il fianco orientale dell’impero, con i loro raid nei territori della Baviera e del Friuli. Nel 791 le truppe franche invasero il territorio di queste tribù seguendo il tracciato del Danubio. L’esercito era seguito da barche e chiatte che trasportavano i rifornimenti per le truppe. Le campagne militari contro gli Avari terminarono nel 795 quando il Khan Tudun si recò ad Aquisgrana sottomettendosi a Carlo Magno, accettando di convertirsi al cristianesimo insieme al suo popolo.

Nel 795 morì papa Adriano I, sincero amico di Carlo. Il suo successore fu Leone III. Egli era di umili origini, e si trovò sul soglio pontificio senza poter far conto sulla corte pontificia e sulle potenti famiglie romane. Leone si rivolse al re dei Franchi per avere l’appoggio necessario a esercitare il suo ruolo, confermandolo nella carica di Patrizio Romano, oltre che in quella di re dei Franchi e dei Longobardi. Carlo, approfittando della posizione di debolezza del papa, volle imporre il suo potere anche sulla chiesa. Inviò un ambasciatore con un progetto di riforma della diocesi della Baviera, con la creazione di una sede vescovile a Salisburgo. Il papa si conformò ai voleri di Carlo Magno, di fatto riconoscendo la sua supremazia anche sulla chiesa.

Il re carolingio fu interpellato anche riguardo all’annosa questione del “filoque”. Il papa volle la conferma sulla dottrina che dichiarava lo Spirito Santo discendente dal Padre attraverso il figlio, come era stato affermato in diversi concili. Carlo non fu d’accordo. Impose che venisse adottata la dottrina che voleva lo Spirito Santo discendente dal Padre e dal Figlio in forma paritaria (filoque).

Carlomagno incoronato Imperatore da Leone III
Carlomagno incoronato Imperatore da Leone III

Il 25 dicembre dell’800 Carlo fu incoronato imperatore dal papa in San Pietro.

A Costantinopoli regnava l’imperatrice Irene che non prese bene la notizia dell’incoronazione di Carlo Magno. Questa nomina lo metteva sullo stesso piano degli imperatori d’Oriente, che si ritenevano i legittimi eredi dell’impero romano. Dopo varie ambascerie tese ad allacciare rapporti amichevoli, si giunse alla decisione di far sposare il figlio di Irene, Costantino VI, con la figlia di Carlo Magno, Rotrude. Il matrimonio non andò in porto per vari motivi, non ultima la questione religiosa detta “iconoclastia”.

Nell’812 l’imperatore di Costantinopoli riconobbe l’autorità imperiale di Carlo Magno sulla parte occidentale dell’antico impero romano. In cambio Carlo rinunciò alle sue pretese sulla Dalmazia e sull’Istria in favore di Costantinopoli.

Nell’806 Carlo Magno aveva fatto una prima divisione del suo impero tra i suoi tre figli. Al primogenito Pipino, figlio di Imiltrude, non venne riconosciuta alcuna eredità poiché era considerato figlio naturale, nonostante che Carlo Magno fosse stato sposato con la madre. Carlo, primo figlio avuto con Ildegarda, ebbe destinata la parte settentrionale dell’impero. Carlomanno, secondogenito nato da Ildegarda, poi battezzato Pipino, ebbe l’Italia, la Baviera e l’Alemannia, che governò da quel momento sotto la sovranità del padre. Il terzogenito Ludovico ebbe l’Aquitania con la marca Iberica, la Guascogna e la Provenza.
In seguito, dopo la prematura dipartita di Pipino e di Carlo, Ludovico fu nominato successore di tutto l’impero, affiancando il padre nell’amministrazione del regno.

Carlo Magno morì nel suo palazzo di Aquisgrana il 28 gennaio dell’814, all’età di 72 anni, fu seppellito nella cattedrale della città.

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Bibliografia:
Alessandro Barbero, Carlo Magno – Un padre dell’Europa, Laterza, 2006
Carlo Dal Monte, Carlo Magno, Re dei franchi e imperatore, Edizioni della Vela, 2005.
Eginaldo Vita Karoli, L. Halphen (a cura di), Parigi, Les Belles Lettres, 193
it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Magno
Derek Wilson, Carlomagno, barbaro e imperatore, Bruno Mondadori 2010