In Naples the first subway in Italy (Read English version).
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Nel 1925 fu inaugurata a Napoli la prima metropolitana italiana, era quasi tutta in galleria e attraversava la città in tutta la sua lunghezza. Nel tempo la seguirono altre sei linee metrò. Oggi nella città è presente uno dei più completi sistemi di trasporto urbano su ferro.
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Nessuno lo sa, ma la prima metrò italiana fu costruita a Napoli. Era il primo pezzo della linea direttissima tra Napoli e Roma, che fungeva da linea metropolitana. Poi fu costruita la Vesuviana tra Napoli e Sorrento, Sarno e Baiano (Avellino), e la Cumana Circumflegrea che collega Napoli con Torregaveta (comune di Bacoli) e Napoli con Quarto Flegreo. In tempi più recenti è stata inaugurata la cosiddetta “collinare” che cura il trasporto urbano tra la parte collinare della città e la Stazione Centrale, e la metrò nord-est Campania (ex Alifana) che parte dal capolinea di Piscinola, che condivide con la collinare, per arrivare alla città di Aversa. Ultima, parzialmente in funzione, la metropolitana (cosiddetta leggera, costruita tutta in galleria) tra piazzale Tecchio (Stadio S. Paolo) e piazza Municipio (dove fa interscambio con la metropolitana collinare.

Metrò a Napoli
Metropolitana a Napoli – photo Google Maps

Linea 1 – la collinare (linea blu nella foto)
Già negli anni ’60 del secolo scorso si cominciò a parlare di costruire una linea di collegamento veloce tra il centro commerciale di Napoli, la collina dei Colli Aminei e la collina del Vomero. Si pensò di costruite una “Funicolare” per collegare piazza Matteotti con la zona ospedaliera sita alla sommità dei Colli Aminei. Negli anni seguenti quel primo progetto si trasformò in una vera e propria metropolitana con percorso in galleria tra il Vomero e il centro di Napoli. Dato il notevole dislivello da superare si pensò dapprima a una linea mista con cremagliera per superare le notevoli pendenze, poi si optò per una linea con binario tradizionale. Per addolcire il dislivello tra il Vomero e il Museo Nazionale si progettò di costruire un percorso a forma di anello che proveniente dalla collina dei Colli Aminei, girando tra piazza Medaglie d’Oro, piazza Vanvitelli, incrociava di nuova la linea dei binari a un livello inferiore, all’altezza di piazza Arenella, così facendo le vetture sarebbero giunte al Museo Nazionale affrontando pendenze massime del 55 per mille, consentite con il sistema di trazione ordinario.

I lavori iniziarono il 22 dicembre del 1976 tra mille difficoltà dovute al terremoto del 1980 e alla insufficienza cronica dei fondi. Il primo tratto fu inaugurato il 22 marzo 1993 tra la stazione dei Colli Aminei e la stazione di piazza Vanvitelli. Già questo breve tratto fu utile per collegare la zona ospedaliera e la collina del Vomero al centro di Napoli con il trasbordo dei passeggeri dal metrò alle tre funicolari che hanno il capolinea nelle immediate vicinanze di piazza Vanvitelli: la funicolare di Montesanto, la funicolare Centrale che raggiunge la parte centrale di via Toledo e la funicolare di Chiaia che arriva a piazza Amedeo.

Passo dopo passo la metrò collinare estese la sua linea a Nord fino alla stazione di Piscinola e, verso il centro della città, raggiunse il Museo Nazionale nel 2001. Dopo qualche anno fu prolungata fino a piazza Dante. Nel 2013 entrò in esercizio la stazione di piazza Garibaldi, collegata con un sottopasso pedonale alla stazione Centrale.

La linea 1 della metropolitana è contrassegnata dalle stazioni dell’arte. In ogni stazione sono presenti opere d’arte appositamente create da famosi artisti internazionali oppure è la stessa stazione a essere un’opera d’arte architettonica: Salvator Rosa, Materdei, Museo, Dante le prime; Toledo, Università, Garibaldi le seconde; la stazione Municipio e la stazione Duomo saranno dei piccoli musei dove verrà sistemato e valorizzato quello che è stato trovato durante gli scavi delle stesse; a piazza Municipio sono stati portati alla luce antiche costruzioni che appartenevano alle fortificazioni medioevali del Maschio Angioino, a un livello inferiore è stato trovato l’antico porto romano della città con alcune imbarcazioni ancora intatte e reperti come vasi e oggetti utilizzati dalla marineria del tempo. Alla stazione Duomo, che sarà operativa entro il 2016, sono stati ritrovati reperti greci e romani appartenenti all’antico cardine che attraversava il “foro” della città (all’incrocio tra via Tribunali e via Duomo).

E’ in fase di esecuzione il prolungamento della linea 1 al nuovo Centro Direzionale, alla cittadella giudiziaria e all’aeroporto di Capodichino che dovrebbe essere operativo per il 2020. In progetto c’è la continuazione della tratta oltre l’aeroporto fino al capolinea di Piscinola, chiudendo così il circuito della linea 1. La stazione di Piscinola è anche capolinea della Metro-Campania Nord-Est, ferrovia suburbana che ha preso il posto dell’antica linea Alifana, attualmente è operativa fino alla città di Aversa. I maggiori nodi di interscambio della linea 1 sono la Stazione Municipio e la Stazione Garibaldi. La Stazione Municipio è in comune con la Metropolitana Leggera linea 6 (non ancora completata) che collegherà piazza Municipio con l’interscambio nodale Campi Flegrei (Metrò Fs – linea 2, Cumana), sarà collegata tramite sottopasso pedonale alla Stazione Marittima e al Molo Beverello (isole del golfo), e alla linea tranviaria di superficie che collega via delle Puglie e S. Giovanni a Teduccio con Mergellina. La Stazione Garibaldi è collegata con un sottopasso pedonale alla stazione Centrale, alla Metropolitana FS (linea 2), alle linee della circumvesuviana che raggiungono Sorrento, Baiano (Avellino) e Sarno, e alla linea tranviaria che da un lato ha il capolinea in via delle Puglie (zona Poggioreale), e dell’altro lato ha il capolinea a Mergellina (causa lavori momentaneamente si ferma a piazza Municipio) e a S. Giovanni a Teduccio.

220px-Inaugurazione_Metropolitana_FS_-_Napoli
Napoli settembre 1925, inaugurazione metrò FS

Linea 2 – Metropolitana FS, la più antica (linea rossa nella foto)
In concomitanza della legge sul risanamento della città di Napoli, emanata in occasione dell’epidemia di colera del 1884, si ipotizzò, tra gli altri interventi, di creare una linea ferroviaria veloce per collegare Napoli con la capitale Roma, attraverso un percorso in galleria sotto la città fino a Mergellina e da Mergellina a Fuorigrotta per poi proseguire in superficie.

Ci vollero alcuni decenni per dare seguito a quel progetto. Nel 1925 fu messo in esercizio il primo tratto di quell’opera che collegava la stazione Centrale di Napoli con Pozzuoli. Nella antica stazione centrale di piazza Garibaldi furono arretrati i capolinea dei treni di circa 200 metri, creando uno scalo posto a un livello inferiore ma a cielo aperto, denominato Stazione Piazza Garibaldi, che serviva esclusivamente i treni che transitavano nel tunnel della linea direttissima Napoli-Roma. Fu la prima linea metropolitana in Italia, la seconda fu la linea B di Roma inaugurata nel 1955.

Negli anni seguenti l’esercizio metropolitano fu ampliato con la costruzione di nuove stazioni. Nel 2014 la linea 2 fu prolungata fino a S. Giovanni a Teduccio, all’altezza del nuovo polo universitario tecnologico e della nuovissima sede della Apple a Napoli. Dal 2002 è in funzione il corridoio pedonale di collegamento, attrezzato con tapis roulant, tra la stazione di piazza Cavour della linea 2 e la stazione Museo della linea 1, mentre più recentemente è entrato in esercizio l’ascensore “inclinato” che collega la stazione di Mergellina della linea 2 con i treni della Metropolitana Leggera – linea 6.

Oggi i binari della antica linea Direttissima Napoli-Roma, con la costruzione della nuova linea ad alta velocità sullo stesso tratto, sono dedicati esclusivamente al servizio metropolitano. La Metropolitana FS incrocia due nodi di interscambio, oltre al già citato Cavour-Museo: il nodo Campi Flegrei, che collega Cumana e Metropolitana Leggera con il metrò FS, il nodo Piazza Garibaldi con la Stazione Centrale, il metrò linea 1, le linee della vesuviana, la linea tranviaria di superficie.

Linee 3 e 4 – Circumvesuviana (Linee azzurre a Est nella foto)
Questa ferrovia, che oltre le due linee urbane di Napoli gestisce altri 4 tronchi suburbani entrò in esercizio nel 1884 con la linea che collegava Napoli con Baiano (Avellino), gestita dalla Società Anonina Chemin de Fer Naples Baiano. Nel 1890, fu aggiunto un secondo tronco che, sempre partendo da Napoli, giungeva a Ottaviano per proseguire, l’anno seguente, fino a San Giuseppe Vesuviano; attualmente fa capolinea a Sarno. La stazione capolinea di Napoli della Circumvesuviana si trova sul Corso Garibaldi, al posto della antica stazione della Napoli – Caserta e di fianco alla Stazione Bayard, di cui si vedono pochi resti, che serviva la linea Napoli – Portici.

Nel 1901 con il passaggio della ferrovia alla Società Anonima Strade Ferrate Meridionali (SFSM) fu creata la linea lungo il litorale che, partendo da Napoli arriva a Torre Annunziata per deviare verso l’interno, congiungendosi a Poggiomarino con il tronco Napoli – Sarno. Nel primo dopoguerra, con la completa elettrificazione della ferrovia e il quasi totale raddoppio dei binari, fu completata la tratta che da Torre Annunziata porta a Castellammare di Stabia, nel secondo dopoguerra fu prolungata fino a Sorrento, sostituendo la linea tranviaria di superficie che collegava le due località. In anni recenti sono stati costruiti i tratti Botteghelle – S.Giorgio a Cremano e Pomigliano d’Arco – Acerra.

Attualmente la Circumvesuviana è di proprietà della holding regionale Ente Autonomo Volturno. Nel sistema metropolitano di Napoli la Circumvesuviana è contraddistinta dalla denominazione linea 3 che riguarda la linea Napoli – Botteghelle – San Giorgio a Cremano e linea 4 che, sempre partendo da Napoli, arriva a Ponticelli e si incrocia con la linea 3 alla stazione Vesuvio, essa è presente con tutte le sue linee nella interconnessione di Piazza Garibaldi .

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Treno Cumana – MiKhail (Vokabre) Shcherbacov 2010 CC BY SA 2.0

Linee 5, 7 (e 8) – Cumana e Circumflegrea (linee azzurre a Ovest nella foto)
La ferrovia Cumana nacque negli ultimi anni dell’ottocento per opera della Società per le Ferrovie Napoletane, con il percorso Montesanto Torregaveta, con trazione a vapore. Nel 1927 fu necessaria una modifica del tracciato per permettere la costruzione della Mostra d’Oltremare. Nel 1938 la Cumana passò in proprietà della Società per l’Esercizio di Pubblici Servizi Anonima (SEPSA) poi confluita nella holding regionale AEV, che provvide all’interramento del percorso tra la collina di Posillipo e la stazione Mostra e all’elettrificazione della ferrovia. Attualmente la Cumana ha come capolinea, in comune con la Circumflegrea gestita dalla stessa società, la stazione di Montesanto che recentemente è stata completamente ristrutturata, prosegue in galleria fino a piazzale Tecchio, per raggiungere Bagnoli, sempre con doppio binario. Nel tratto tra Bagnoli e Arco Felice i treni utilizzano un binario singolo sebbene il raddoppio sia già operativo per la metà del percorso. All’altezza di Pozzuoli, nonostante che sia stata già costruita la nuova galleria per ospitare la linea a doppio binario, i lavori sono fermi da un decennio per motivi economici e burocratici. Da Arco Felice e Torregaveta la linea torna a doppio binario. La stazione di Baia, dopo la costruzione di un nuovo tunnel, è da alcuni anni inattiva, in attesa dell’adeguamento al nuovo tracciato.

Il terminale di Torregaveta, che si trova a 30 metri dal molo, prevedeva il trasbordo dei passeggeri diretti all’isola di Procida e Ischia su motonavi in partenza dal suddetto scalo, evitando così le mareggiate che frequentemente interessano i canali di Procida e Ischia, il servizio non è stato mai attivato. Questa linea per il tratto che interessa Napoli (Montesanto Bagnoli) è contrassegnato come linea 8 nel piano trasporti della città.

La ferrovia Circumflegrea fu costruita dalla SEPSA, che già gestiva la Cumana, negli anni 50 del secolo scorso per collegare i nuovi quartieri di Napoli: Rione Traiano, Soccavo, Pianura e il comune di Quarto Flegreo con il centro della città. Nel 1986 fu completata la costruzione con il tratto Quarto – Torregaveta. La Circumflegrea ha in comune con la Cumana il capolinea di Montesanto e il capolinea di Torregaveta. Recentemente si è provveduto al raddoppio dei binari che oggi è operativo sul tratto tra la stazione Piave e quella di Pianura, e tra la stazione Pisani e Quarto. I lavori del primo tratto tra Montesanto e Piave sebbene praticamente conclusi, sono fermi e il tratto opera a binario unico. I restanti raddoppi sono ancora da appaltare. La ferrovia è contrassegnata come linea 5 per il percorso cittadino (Montesanto – Pianura).

E’ in costruzione, ma attualmente i lavori sono fermi, un tratto di ferrovia che collega la stazione Soccavo della Circumflegrea con la stazione Edenlandia della Cumana. Questo tratto, contrassegnato come linea 7, è destinato a creare un collegamento tra la cittadella universitaria di Monte S.Angelo e le altre linee metropolitane attraverso i vari nodi di interscambio.

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Metrò linea 6 – BiagPal 2010 CC BY 3.0

Linea 6 – Metropolitana Leggera (linea nera nella foto)
Questa metropolitana fu progettata in occasione dei mondiali di calcio Italia 90, in un primo momento era destinata a collegare Campi Flegrei (Stadio S. Paolo) a Ponticelli sotto forma di Linea Tranvia Rapida con un primo tratto in galleria e il proseguimento a cielo aperto. Per i mondiali entrò in opera solo il primo tratto tra lo stadio S. Paolo e Mergellina. Dopo molti anni sono ripresi i lavori ma, nel frattempo, il progetto iniziale è mutato, trasformando la stessa in metropolitana leggera con percorso completamente interrato e con capolinea a piazza Municipio, comunicante con la stazione Municipio della linea 1 della metropolitana. Dal 2011 il servizio tra Campi Flegrei e Mergellina è sospeso. Al 2016 risultano completate le stazioni di Arco Mirelli e San Pasquale, la stazione di Chiaia è quasi completa ed è a buon punto il capolinea di piazza Municipio, si prevede l’inizio dell’esercizio su tutta la tratta nell’anno 2017.

Con il completamento dei lavori della linea 1 e della linea 6, la città di Napoli potrà vantare uno dei sistemi di trasporto su ferro più vasti ed efficienti in Italia, permettendo a circa il 70 per cento della popolazione cittadina di trovare una stazione di uno dei vari servizi metropolitani a meno di 500 metri della propria abitazione, potendo così raggiungere quasi ogni angolo della città e molti dei centri vicini attraverso i numerosi nodi di interscambio.

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(Foto in alto: Metrò linea 1 Napoli – Bicloch 2009 – CC BY 3.0)

Bibliografia:
La metropolitana di Napoli. Nuovi spazi per la mobilità e la cultura, Napoli, Electa, 2000
it.wikipedia.org/wiki/Metropolitana_di_Napoli
it.wikipedia.org/wiki/Linea_2_(servizio_ferroviario_metropolitano_di_Napoli)
it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_Circumvesuviana
Eleuterio e Giorgio Vallini, Binari intorno al Vesuvio, in I treni, 20 (1999), n. 210
it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_Cumana
it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_Circumflegrea