The Normans of the South (Read English version)

Vennero dal profondo Nord nel sud Italia con Rainulfo Drengot intorno all’anno mille, regnarono con gli Altavilla, crearono uno dei regni più potenti d’Europa che comprendeva l’Italia meridionale, la Sicilia, e la costa mediterranea dell’Africa.

“Nordmaenner”, uomini del nord, erano un popolo che aveva origine nella Scandinavia e nella Danimarca. Erano coltivatori ma anche grandi navigatori, in grado di attraversare l’oceano Atlantico con le loro piccole imbarcazioni denominate “Drakkar” .

Sotto il nome “normanni” furono ricomprese tre popolazioni, i Vichinghi che popolavano le rive dei fiordi norvegesi chiamati in norreno “Vik”, i Dani che abitavano la Danimarca e i Variaghi che occupavano il territorio svedese.

I Vichinghi, abili navigatori e prodi guerrieri, spadroneggiavano nei mari del nord. Intorno al X secolo occuparono l’Islanda, le isole Faroer, la Groenlandia orientale e il Labrador-Terranova che chiamarono Vinland. I Dani occuparono la costa atlantica francese, che prese il nome di Normandia, nel IX secolo e l’Inghilterra, escluso il Galles, nell’XI secolo. I Variaghi, originari della Svezia, attraversarono il mar Baltico e occuparono il territorio della Polonia, le attuali repubbliche baltiche, la Bielorussia, i territori occidentali della Russia fino all’Ucraina, fondarono nel IX secolo il più antico stato dell’Europa orientale, conosciuto come “Rus’ di Kiev”.

I Dani, che erano guidati dal vichingo Hrolf (Rollone), ad inizio del X secolo ebbero concesse da Carlo il Semplice, re di Francia, le terre sul delta della Senna, nel tempo riuscirono ad espandersi impadronendosi di quasi tutta la costa atlantica francese e costituendo il Ducato di Normandia. I cavalieri normanni essendo poveri, a confronto della nobiltà francese che si vantava di discendere dai carolingi, ed essendo eccezionali combattenti prestavano la loro opera di mercenari a favore dei vari signorotti francesi.

I Drengot erano quattro fratelli normanni: Gilberto (Buatere), Rainulfo (Rainulf), Asclettino e Osmondo; Osmondo fu accusato dell’omicidio di un rappresentate del duca Riccardo II di Normandia e, per tale motivo, la famiglia Drengot fu condannata all’esilio. I Drengot si unirono ad altri normanni che, per vari motivi, dovevano lasciare la Normandia formando una banda di circa 250 cavalieri. Sotto il comando di Gilberto Drengot si diressero verso l’Italia meridionale, diretti al santuario dell’Arcangelo Michele a Monte S. Angelo in Puglia per sciogliere un voto.

Arrivati in Puglia, mettendo a frutto la loro abilità di combattenti, offrivano ai pellegrini la loro protezione dalle scorrerie degli altri malfattori dietro compenso. Visto la loro fama di guerrieri furono ingaggiati da Melo di Bari, un capo di una fazione longobarda, a cui servivano soldati valorosi per scalzare i bizantini dalle loro posizioni in Puglia. I longobardi, con i loro alleati, furono però sconfitti nella battaglia di Canne del 1018; Gilberto Drengot fu ucciso in battaglia. Il fratello Rainulfo prese il posto di Gilberto diventando il nuovo capo dei normanni.

Rainulfo Drengot e i suoi uomini si trasferirono in Campania dove strinsero alleanze con i vari signorotti locali, sempre in lotta tra loro per conquistare nuovi territori. Con una accorta politica, dove non permisero mai ad alcuno di questi signorotti di sopravanzare sugli altri, i normanni, che nel frattempo erano aumentati di numero grazie ad arrivi successivi di loro connazionali dalla Francia e dalla Scandinavia, conquistarono il loro spazio vitale: Sergio IV, Duca di Napoli, a compenso dei servizi resi, diede loro la cittadina di Aversa.

Rainulfo Drengot, nominato conte di Aversa, cercò di rafforzare la sua posizione sposando una sorella del duca Sergio. Sfortunatamente la donzella morì pochi anni dopo il matrimonio. Rainulfo quindi si risposò con la figlia del duca di Amalfi. Con questa rete di alleanze familiari iniziò a espandere il territorio in suo potere a spese dei vicini, in particolar modo a discapito dell’abate di Montecassino, che aveva le terre confinanti con il contado di Aversa. Nel 1038, con il consenso dell’imperatore Corrado II, diventò principe unendo i suoi possedimenti con il principato di Capua che apparteneva allo zio di sua moglie, Pandolfo IV. Aversa divenne la capitale dei Normanni nel sud Italia.

Stampa_Melfi
Antica stampa di Melfi

A Melfi si affermava un’altra famiglia normanna, gli Altavilla (da Hauteville oggi Hauteville La Guichard in Normandia, Francia), la famiglia ebbe origine con Tancredi conte di Hauteville, i figli Roberto il Guiscardo (l’astuto), Ruggero e Guglielmo vennero in Italia meridionale per fondarvi il loro regno. Dopo vari scontri con i longobardi riuscirono ad insediarsi nella cittadina di Melfi da dove cercarono di espandersi. Le due più importanti famiglie normanne in Italia meridionale con a capo Guglielmo d’Altavilla detto Braccio di Ferro e Rainulfo Drengot stabilirono una alleanza tra loro, fondendo i loro possedimenti che formarono la più importante unità statale dell’Italia del sud. Questa alleanza fu confermata negli anni con diversi matrimoni tra gli esponenti delle due famiglie.

Guaimario V, principe di Salerno, per mettersi al riparo da scontri con gli Altavilla e i Drengot, indisse una assemblea di principi longobardi e normanni nell’anno 1043 per regolare i rapporti tra i vari principati ed evitare guerre tese a conquiste territoriali. Guaimario riuscì a rompere l’alleanza tra i due normanni riconoscendo a Gugliemo il territorio di Melfi, inoltre lo nominò Conte di Puglia; Rodolfo ebbe il titolo di conte di Aversa ampliando i suoi possedimenti con Siponte e il Gargano. Per consolidare l’accordo Guglielmo d’Altavilla sposò Guida, figlia del duca di Sorrento e nipote di Guaimario. Rainulfo Drengot morì ad Aversa nel 1045; gli successe Asclettino II, figlio di Asclettino fratello di Rainulfo. L’anno dopo morì Guglielmo d’Altavilla, al quale successe prima il fratello Drogone morto nel 1051, poi l’altro fratello Umfredo morto nel 1057. Alla morte di Umfredo fu nominato conte di Puglia il fratellastro di Guglielmo, Roberto il Guiscardo.

Roberto il Guiscardo iniziò una politica di conquista nell’Italia meridionale. Nel 1077 sconfisse il principe longobardo di Salerno impadronendosi del suo regno, poi avanzò nel resto del meridione di Italia cacciando i bizantini e conquistando la Puglia e la Calabria. Melfi diventò la capitale del regno che comprendeva tutta l’Italia a sud dei possedimenti del papa. In un concilio tenuto a Melfi nel 1059 il papa nominò il Guiscardo duca di Puglia e di Calabria, compresa la Campania con Napoli e Salerno, occupate dai longobardi, e la Sicilia che era occupata dagli arabi.

Ruggero, fratello di Roberto, andò alla conquista della Sicilia a capo di una spedizione militare, con l’aiuto del fratello riuscì a sbarcare a Messina, poi alleandosi con l’emiro di Siracusa, sempre con l’aiuto di Roberto e del suo esercito, dopo vari scontri, arrivò a Palermo, che riuscì a conquistare solo nel 1072. Impadronitosi dell’isola ebbe dal fratello il titolo di Conte di Sicilia con il nome di Ruggero I.

Roberto, nel frattempo che aiutava Ruggero nella conquista della Sicilia, tornò più volte in Puglia ed in Calabria per affrontare i bizantini, che dalle loro roccaforti tentavano di riconquistare i loro possedimenti perduti, arrivando persino ad assediare la capitale del regno Melfi. Nel 1071 il Guiscardo riuscì a liberare definitivamente la Puglia con la conquista di Bari. Nel 1076 completò la conquista della Campania, escluso il ducato di Napoli, con la sconfitta dei principi di Salerno.

Nel 1081 Roberto il Guiscardo andò alla conquista dell’impero bizantino con un esercito forte di 16.000 uomini. A ottobre si scontrò in battaglia a Durazzo con l’esercito di Bisanzio che sconfisse, occupando l’isola di Corfù. Nel 1083 dovette interrompere la spedizione perchè fu chiamato in aiuto del papa Gregorio VII che era assediato dalle truppe tedesche dell’imperatore Enrico IV all’interno di Castel S. Angelo.

Roberto organizzò un formidabile esercito di 40.000 uomini e mise Roma a ferro e fuoco fin quando Enrico IV non si ritirò. Dopo aver liberato Papa Gregorio VII dall’assedio lo portò in salvo a Salerno. Tornato a Corfù dove aveva lasciato il figlio Boemondo, morì durante l’assedio di Cefalonia il 17 luglio del 1085. Gli successe il secondogenito Ruggero Borsa, figlio della seconda moglie Sichelgaita.

Palazzo dei Normanni di palermo sede del più antico parlamento europeo
Palazzo dei Normanni sede del più antico parlamento del mondo – Lasterketak 2015 – CC BY SA 4.0

Intanto in Sicilia il conte Ruggero I iniziò una politica di pacificazione tra la numerosa presenza musulmana che conservò le sue strutture sociali e la presenza cristiano-basiliana che conservò i suoi riti anche se sottoposta a un vescovo cattolico. Queste due popolazioni furono inquadrate nelle platee, sorta di catasto ante-litteram, come “villani”, non potevano indossare armi e non avevano diritti politici. Ruggero ebbe dal papa il privilegio della nomina vescovile per le diocesi dell’isola, in base a questo privilegio nominò vescovi per lo più francesi e provenzali. Favorì una forte immigrazione dal resto d’Italia e dalla Provenza, gli immigrati erano in maggioranza longobardi del Piemonte appartenenti alla marca Aleramica; ancora oggi sono presenti in alcuni paesi della Sicilia dialetti di derivazione gallo-italica. Ruggero sposò Adelaide del Vasto, appartenente alla nobiltà Aleramica.

Dopo il suo decesso, avvenuto nel 1101, gli successe la moglie Adelaide come reggente, poiché i figli di Ruggero erano in tenera età. Nella sua reggenza Adelaide abolì la proprietà feudale delle terre, trasferendo tutto il territorio della Sicilia nella proprietà demaniale. Nel 1112 trasferì la capitale a Palermo. Nello stesso anno il figlio, divenuto maggiorenne, diventò conte di Sicilia con il nome di Ruggero II di Altavilla. Iniziò una saggia politica di integrazione delle varie popolazioni presenti sull’isola, ebbe come consiglieri nel suo governo persone di tutte le nazionalità e religioni: la curia fu affidata a Thomas Brun, un inglese normanno, la flotta a un mussulmano e il comando dell’esercito a un bizantino.

Dietro suggerimento dei suoi dignitari, si fece nominate re dal papa Anacleto II e fu incoronato nella notte di Natale del 1130 nella cattedrale di Palermo dallo stesso Anacleto. Sotto la sua corona riunì i vari ducati campani, compreso il ducato di Napoli, costituendo uno dei più potenti stati d’Europa. Tra il 1135 e il 1153, grazie alla sua potente flotta, costituì il Regno Normanno d’Africa che riuniva le regioni costiere che vanno dall’odierna Algeria fino alla Libia, facendone un protettorato siciliano.

Alla sua morte nel 1154 gli successe il suo quartogenito Guglielmo I detto il Malo che regnò fino al 1166, anno del suo decesso; fu seguito sul trono di Sicilia dal figlio Guglielmo II detto il Buono, ambedue ebbero il loro daffare per contrastare l’imperatore Federico Barbarossa che mirava alla conquista del regno di Sicilia. Un matrimonio tra il figlio dell’imperatore Enrico VI e Costanza d’Altavilla figlia di Ruggero II servì a regolare la questione. Infatti dopo brevi interregni affidati a Tancredi di Sicilia e Gugliemo III, il primo re dal 1189 al 1194 e il secondo per pochi mesi, la corona passò a Enrico VI, e nel 1197 alla morte del marito, a Costanza d’Altavilla.

Federico II di Svevia, figlio di Enrico e Costanza, salì al trono di Sicilia nel 1198 in seguito al decesso della madre; aveva solo 4 anni di età e fu l’ultimo re normanno, almeno da parte di madre, a governare sul sud dell’Italia. Federico II detto “Stupor Mundi” nel 1214 diventò imperatore del Sacro Romano Impero.

 

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Bibliografia:
Amato di Montecassino, Storia dei Normanni, Ciolfi, Cassino 1999.
Ugo Falcando, Il libro del regno di Sicilia, a cura di Carlo Ruta, Promolibri, Palermo 2008.
it.wikipedia.org/wiki/Normanni
it.wikipedia.org/wiki/Regno_di_Sicilia
Ernesto Pontieri, Tra i Normanni nell’Italia meridionale, 2ª ed., Napoli, E. S. I., 1964 Francesco Barbarani, L’età dei vichinghi, Torino, Giappichelli, 1987            it.wikipedia.org/wiki/Vichinghi                                                                                it.wikipedia.org/wiki/Variaghi                                                                                                  Alessandro di Telese, Ruggero II re di Sicilia, Ciolfi, Cassino, 2003               it.wikipedia.org/wiki/Altavilla
P.Delogu-I Normanni in Italia: cronache della conquista e del regno-Napoli, Liguori, 1984
it.wikipedia.org/wiki/Drengot_Quarrel
John Julius Norwich, I Normanni nel Sud: 1016-1130. Mursia, Milano 1971