Vlad III (Dracula) in Naples (Read English version)

Vlad III voivoda di Valacchia, alias Dracula il Vampiro, morì nel 1477 in battaglia, forse la sua tomba si trova a Napoli nel complesso di S. Maria La Nova. Aveva una figlia, Maria, che visse a Napoli e sposò un nobile partenopeo.

Il principe di Valacchia (Romania) Vlad III, soprannominato Dracul (drago), apparteneva al ramo Draculesti della famiglia Balsarab; nacque a gennaio del 1431 a Sighisoara. Per la sua predilezione di impalare i nemici catturati in battaglia fu chiamato Tepes (l’impalatore). Il padre Vlad II aveva fondato, insieme ad altri principi cristiani, l’ordine del Drago che aveva lo scopo di proteggere la cristianità.

Vlad III fu Voivoda di Valacchia dal 1448 al 1476; la sua terra era contesa tra gli ungheresi, che già regnavano su buona parte della Romania, e gli ottomani di Costantinopoli, guidati da Maometto II, che aspiravano alla conquista dei Balcani; egli lottò alleandosi prima con gli ottomani per sconfiggere gli ungheresi e affermare il suo potere sulla Valacchia poi, conquistato un suo spazio vitale, si alleò con gli ungheresi per combattere le mire di conquista di Maometto II.

In queste sue scorribande di guerra ebbe fortuna alterna, durante una battaglia contro i turchi nei pressi di Bucarest nel dicembre del 1477 fu ucciso all’età di 47 anni. Si dice che la sua testa fu portata a Costantinopoli e consegnata a Maometto II a dimostrazione della sua uccisione.

Vlad III è diventato famoso in seguito al romanzo il “Conte Dracula” dell’irlandese Bram Stoker e ad alcuni film che si ispirano alla sua figura, tra cui i più noti sono “Dracula, fantasia o realtà” del 1975 interpretato da Christopher Lee, “Vlad l’impalatore” del 1979 e “Dracula” girato nel 1992 in Basilicata da Francis Ford Coppola, la cui famiglia era originaria di Bernalda (Basilicata).

Vlad III aveva una figlia di nome Maria, che dopo la sua morte fu affidata alla famiglia dei regnanti albanesi Skanderbeg, in virtù del fatto che questi erano membri dell’Ordine del Drago come Vlad; l’ordine assicurava reciproca assistenza estesa anche ai familiari dei suoi associati.

Nel 1479, dopo la morte del marito, la vedova di Giorgio Castriota Skanderbeg re d’Albania, Andronica Arianiti Comnena, appartenente a una nobile famiglia dei balcani che vanta tra i suoi membri cinque imperatori di Costantinopoli, si rifugiò a Napoli ospite del re Ferrante d’Aragona, anche lui membro dell’Ordine del Dragone come Giorgio Castriota Skanderbeg e come Vlad III di Valacchia.

Al suo seguito, oltre al figlio Giovanni, aveva con sé una bambina di 7 anni, Maria Balsa, che lei presentava come figlia di sua sorella, ma che altri non era che la figlia di Vlad il cui nome di famiglia era Balsarab, da cui il cognome della bimba, Balsa.

E’ da escludere che Maria fosse davvero la nipote di Andronica Comnena, poiché è storicamente accertato che la nipote, che effettivamente faceva di nome Maria, andò sposa a Bonifacio III di Monferrato. E’ anche da escludere, come qualcuno sostiene, che la bambina fosse l’ultima discendente della famiglia Balsic, ramo montenegrino della famiglia napoletana Del Balzo, poiché in tal caso la bambina sarebbe stata certamente accolta dalla potente famiglia del Balzo anche per una questione di onore familiare.

Maria Balsa fu adottata da re Ferrante d’Aragona; in età da marito fu data in sposa a un nipote del re, Giacomo Alfonso Ferrillo, appartenente ad una nobile famiglia napoletana di origine spagnola, che aveva il suo palazzo nella attuale via Sedile di Porto accanto alla chiesa di S. Maria delle anime, abbattuta a fine ‘800 per far posto al Rettifilo e ai palazzi adiacenti , fatta costruire dalla stessa Maria; Giacomo Alfonso fu anche nominato conte e gli fu assegnato il possedimento di Muro Lucano e Acerenza.

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Chiesa di S.Maria La Nova – Monumento funerario probabilmente di Vlad III, a destra tomba di Andronica Comnena – Photo Mentnafunangann CC BY SA 4.0

Nello stemma di famiglia il blasone dei Ferrillo era sovrastato da quello della Balsa per il maggior rango di nobiltà; il blasone della Balsa era rappresentato da un drago con ali di pipistrello, simbolo del principe Vlad III di Valacchia. A conferma dell’appartenenza di Maria Balsa alla famiglia di Vlad è stato trovato un documento ufficiale nel quale la stessa Maria, nell’indicare i beni da destinare alla figlia Beatrice che andava sposa del principe Ferdinando Orsini, elencò  alcune sue proprietà situate in Romania.

Un gruppo di studiosi, tra i quali Giandomenico e Raffaele Glinni, Nicola Barbatelli ed una neolaureata napoletana, Erika Stella, che ne ha fatto oggetto della sua tesi, sostengono di aver individuato il monumento funebre di Vlad III a Napoli, nel chiostro della chiesa di S. Maria La Nova. Questo monumento, che solo in tempi relativamente recenti è stato spostato dall’interno della chiesa nel chiostro della stessa, fu fatto costruire a fine 1400 dalla famiglia Ferrillo.

La tomba, che attualmente è vuota, ha sulla facciata anteriore un bassorilievo che rappresenta un drago, simbolo della famiglia di Vlad III, affiancato da due torri, uguali a quelle che simboleggiano la città di Tebe, cioè Tepes in lingua rumena antica, che è il soprannome di Vlad, detto Tepes cioè l’impalatore. All’interno della chiesa, dove originariamente era situato il monumento funerario, c’è una iscrizione in una lingua sconosciuta che al momento non è stata ancora decifrata; la traduzione di questa scritta potrebbe chiarire il mistero della sepoltura del principe.

Poichè non esiste alcuna documentazione certa sulla morte di Vlad nella battaglia di Bucarest, lo stesso, dopo la sconfitta per sfuggire al suo nemico Maometto II, potrebbe aver trovato segreto rifugio a Napoli ospite di re Ferrante; oppure, come ipotesi alternativa, la figlia Maria, dopo aver acquisito il rango di contessa, potrebbe aver fatto trasferire i resti mortali del padre nella chiesa di Santa Maria La Nova.

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Chiesa di S. Maria La Nova – Photo Mentnafunangann CC BY SA 4.0

Immediatamente a destra di questa tomba si trova un altro monumento funerario con una scritta che indica essere la tomba di Andronica Arianiti Comnena, la vedova di Skanderbeg che condusse a Napoli la piccola Maria. Nella parte anteriore è scolpito chiaramente il nome “Maria” come se la stessa fosse stata utilizzata anche per ospitare i resti mortali della figlia di Vlad.

Questo gruppo di studiosi è attualmente in attesa che venga finanziato un progetto che possa permettere la traduzione della scritta ritrovata alle spalle della presunta tomba di Vlad III e pervenire a una identificazione certa dei resti che erano contenuti nei due monumenti funebri.

A conferma della famiglia di origine di Maria, la cattedrale della cittadina di Acerenza, che fu completamente restaurata a cura della stessa Balsa e del marito Giacomo Alfonso Ferrillo, presenta numerosi bassorilievi rappresentanti simboli che richiamano prepotentemente alla mente la discendenza della contessa da Vlad III; è riprodotto, sulla facciata principale, lo stemma di famiglia dei Ferrillo nel quale è presente il blasone di Vlad; nella cripta, insieme ai bassorilievi di Maria e del marito Giacomo, è presente una scultura che sembra raffigurare il principe Vlad (egli è rivolto di spalle all’altare ad indicare la sua scomunica, ha le narici dilatate tipiche del principe, il mento sporgente e addirittura i denti in evidenza).

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Cripta della Cattedrale di Acerenza – 20111 – Photo Arietemarzo CC BY SA 3.0

Maria e Giacomo Ferrillo ebbero due figlie. La figlia primogenita, Beatrice, sposò Ferdinando Orsini, nobile napoletano duca di Gravina. Ferdinando e Beatrice abitarono a Napoli dove si fecero costruire il loro palazzo in via Monteoliveto, oggi denominato Palazzo Orsini di Gravina o Posta Vecchia, poiché fu utilizzato in passato come sede delle Poste; è attualmente la sede della facoltà di architettura dell’Università di Napoli.

La figlia secondogenita, Isabella, andò sposa a Luigi Gesualdo, conte di Conza, andando ad abitare nel palazzo di famiglia a piazza S. Domenico Maggiore, oggi conosciuto come Palazzo Sansevero. Luigi Gesualdo era il nonno di Carlo Gesualdo Principe di Venosa, valente musicista, che diventò famoso per l’assassinio della moglie Maria d’Avalos e del suo amante Fabrizio Carafa, sorpresi nel letto del principe in piena notte.

Probabilmente oggi a Napoli sono presenti gli eredi di queste due famiglie che, data per accertata la identificazione di Maria Balsa come figlia di Vlad III, sarebbero i discendenti diretti del suddetto principe comunemente noto come “Dracula il vampiro”.

 

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