The Angela Celentano case (Read English version)

Sabato 10 agosto 1996 Monte Faito (Vico Equense), una bambina di 3 anni, Angela Celentano, in gita con i genitori ed un gruppo di conoscenti, sparì e non venne più ritrovata.

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Era una bellissima giornata agostana, un gruppo di famiglie di Castellammare di Stabia, appartenenti alla stessa comunità evangelica, fecero una scampagnata sul Monte Faito, a circa 30 minuti di auto, tra queste la famiglia Celentano formata dal papà Catello, dalla mamma Maria e dalle tre figlie Rossana di 6 anni, Angela di 3 anni e Naomi di 1 anno.

Quella gita ben presto si trasformò in un incubo. Verso l’una, durante il pranzo, un picnic in uno spiazzo antistante il centro ippico del Monte Faito (in disuso da molti anni), papà Catello che un minuto prima aveva visto la piccola Angela seduta alle sue spalle mentre mangiava, si voltò di nuovo dove si sarebbe dovuta trovare la piccola, ma non la trovò più al suo posto.

Dopo pochi istanti tutto il gruppo si mise alla ricerca di Angela, ma non fu trovata traccia della bambina. Subito vennero avvertiti i carabinieri, l’intervento fu immediato. In pochissimo tempo sul Monte Faito si radunarono tante persone, carabinieri, polizia, vigili del fuoco, volontari della Protezione Civile, vennero subito iniziate le ricerche, in serata arrivò anche l’esercito, per tutta la notte si perlustrò ogni angolo del Monte.

I genitori rimasero sul posto per quattro giorni e quattro notti mentre, incessanti, continuarono le ricerche con elicotteri, cani, un radar speciale in grado di rilevare nella notte corpi in movimento, speleologi e rocciatori che esaminarono ogni anfratto e tutti i pozzi. La bambina non venne ritrovata.

Immediatamente i carabinieri diedero il via alle indagini, si seguirono varie piste tra cui pedofilia o rapimento poiché era stata notata sul Faito, nell’ora della sparizione, un’auto con due stranieri a bordo. Molte persone furono coinvolte e indagate: partecipanti alla gita, conoscenti o presunti tali della famiglia Celentano, ma non fu trovato nulla di sospetto.

Nel 2000 fu chiesta la collaborazione dell’F.B.I., la quale svolse le sue ricerche e segnalò un individuo sospetto che abitava in una villetta sul Monte Faito. In seguito ad una perquisizione nella villa fu ritrovato una specie di altarino con varie fotografie della bimba e ritagli di giornali delle indagini relative alla sparizione. Furono fatte ricerche nella casa e nei dintorni, ma comunque non fu trovata alcuna prova di colpevolezza,  pertanto questa persona fu scagionata dalle accuse.

Nel 2010 la famiglia Celentano, che nel frattempo aveva attivato un sito web per sollecitare chiunque sapesse qualcosa di Angela a contattarli, ricevette una e-mail da una certa Celeste Ruiz residente in Messico che, in base ai suoi labili ricordi e a quello che c’era scritto sul sito, credeva di essere lei Angela Celentano. Per due anni ci fu uno scambio di corrispondenza via e-mail tra Celeste Ruiz e le sorelle di Angela che insieme ai genitori, esaminando quanto veniva raccontato nelle e-mail e in base ad una foto che la stessa Celeste inviò, si convinsero che Celeste potesse effettivamente essere la loro Angela.

Celeste nelle sue e-mail raccontava di aver riconosciuto nelle foto la sua vera famiglia, che era stata adottata dalla sua famiglia attuale poiché la presunta madre, domestica della famiglia Ruiz, un giorno la abbandonò in casa dei suoi datori di lavoro e sparì. Fu avvertita la polizia, dalle indagini risultò che la domestica aveva dato un nome falso ed era irrintracciabile. La famiglia Ruiz, persone di cuore, non ebbero il coraggio di lasciarla in un istituto e la adottarono. Da allora venne trattata come una figlia, piena di affetto e di attenzione, lei non aveva intenzione di lasciarli.

Angela Celentano adulta (ricostruzione FBI)
Angela Celentano adulta (ricostruzione FBI)

Nel 2012, la Procura della Repubblica di Castellammare, informata dai Celentano di quanto stava accadendo, incaricò la polizia postale di individuare il computer dal quale erano partiti i messaggi, dall’IP del computer venne individuato un indirizzo di Acapulco. In base ad un mandato internazionale e con la collaborazione delle autorità messicane, gli inquirenti si recarono all’indirizzo indicato dove non trovarono Celeste Ruiz, ma una famiglia con un ragazzo ed una ragazza di età più piccola di quella che avrebbe avuto Angela. il padre Cristino Ruiz, pubblico ministero della giustizia messicana con la madre funzionaria dello stesso ministero, negò che da quel computer potessero essere partite le e-mail, ma da una successiva perizia degli inquirenti locali risultarono alcuni dati cancellati dal computer di casa.

Angela Celentano adulta (ricostruzione RIS)
Angela Celentano adulta (ricostruzione RIS)

Il racconto di Celeste venne in parte confermato da indagini giornalistiche non ufficiali, raccolte tra tante difficoltà e limitazioni, le quali riuscirono ad appurare che pochi mesi dopo la sparizione di Angela, in una piccola cittadina messicana, venne registrata, in base alle dichiarazioni di una donna da poco immigrata in quella cittadina, una bambina di 3 anni quale figlia della stessa dichiarante, i cui dati corrisponderebbero alla domestica che abbandonò la bambina in casa Ruiz.

Proseguendo nelle ricerche, risultò che una famiglia con stretta parentela con i Ruiz aveva tra i suoi componenti una ragazza che poteva corrispondere alle caratteristiche di Celeste Ruiz, questi parenti si recavano spesso a casa Ruiz soggiornando anche per periodi abbastanza lunghi.

Con la collaborazione delle autorità messicane e dopo parecchio tempo, gli inquirenti si recarono all’indirizzo di questa famiglia nella città di Cancun, nella penisola dello Yucatan, ma trovarono l’appartamento vuoto. Gli inquirenti messicani fecero poi sapere alle autorità italiane che in quella famiglia, evidentemente rintracciata dagli stessi, non risultava nessuna persona con le caratteristiche di Celeste Ruiz.

Un figlio nato da un precedente matrimonio della signora Ruiz raccontò in seguito agli inquirenti locali che, essendo venuto a conoscenza della vicenda di Angela Celentano, aveva architettato uno scherzo facendosi passare per Celeste Ruiz, fornendo una foto falsa della presunta Celeste, ritoccata in base alla foto della piccola Angela pubblicata sul sito dei Celentano. Non spiegò però come era venuto a conoscenza della sparizione di Angela e il perchè dello scherzo. La foto inviata da Celeste Ruiz alla famiglia Celentano, fu esaminata nei laboratori della polizia scientifica italiana e non risultò ritoccata.

(Avverto i lettori che quanto segue sono deduzioni fatte dall’autore del post non supportate dalle indagini degli investigatori, ma seguendo un percorso logico a partire dalla presunzione che Celeste Ruiz sia effettivamente Angela Celentano.)

Presupponendo che Celeste Ruiz e Angela Celentano siano la stessa persona, si dovrebbero rileggere le indagini svolte all’epoca dagli inquirenti per trovare dei collegamenti con il racconto di Celeste Ruiz.

In effetti, dalle indagini dell’epoca, risultò che una delle famiglie che parteciparono alla gita sul Monte Faito era da poco rientrata dal Venezuela, dove erano emigrati, per delle serie minacce ricevute dalla malavita locale, sembra minacce di rapimento, reato che in Sudamerica è molto frequente.

Quindi bisogna ipotizzare che malavitosi venezuelani (con riferimento all’auto avvistata sul Monte Faito con due stranieri a bordo), volendo rapire un figlioletto della suddetta famiglia, incolpevole e vittima a sua volta, sbagliando rapirono la piccola Angela.

Seguendo sempre questa ipotesi, la malavita Venezuelana, che ha stretti contatti con quella messicana, e che tratta principalmente droga, esportata anche in Italia attraverso canali che passano per la Campania, avrebbe dovuto avere appoggi in zona necessari per conoscere i movimenti della famiglia nel mirino e per portare a termine il disegno criminoso. Inoltre avrebbe dovuto avere a disposizione un luogo sicuro per rifugiarsi con la bambina dopo il rapimento, e dei complici per passare indisturbati in un aeroporto, Napoli o, più probabilmente, Roma Fiumicino dove erano presenti voli diretti per il Messico e il Venezuela.

Oggi le indagini in Messico per rintracciare Celeste Ruiz e sottoporla all’esame del DNA, o per chiarire definitivamente se si tratta di uno scherzo che comunque avrebbe possibili conseguenze penali, sono di nuovo in corso, poiché le autorità messicane, in un incontro tra ministri degli esteri hanno dato nuova disponibilità alle ricerche.

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