Giovanna II di Napoli (Regina Giovanna)

Joanna II of Naples (Regina Giovanna) (Read English version)

Giovanna II di Napoli della famiglia D’Angiò-Durazzo è comunemente conosciuta come Regina Giovanna.

Nacque a Zara il 25 giugno 1373, il padre Carlo III di Durazzo era re di Napoli, la madre era Margherita di Durazzo. Vedova del Duca Guglielmo d’Austria sposato nel 1401 e deceduto cinque anni dopo, salì al trono di Napoli all’età di 41 anni, alla morte del fratello Ladislao I avvenuta nel 1414.

Giovanna aveva già avuto numerose relazioni amorose, quando salì al trono il suo favorito era Pandolfello Piscopo il quale fu coinvolto pienamente nell’amministrazione dello stato. La nobiltà napoletana le impose di regolarizzare la sua situazione con un matrimonio. La scelta cadde su Giacomo II di Borbone, nobile francese conte de La Marche. Questo matrimonio le permise di rafforzare la posizione di Regina di Napoli nei confronti di Luigi II D’Angiò che, acerrimo nemico del defunto fratello Ladislao, aspirava alla corona del regno di Napoli.

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Giovanna con il consorte Giacomo – La Marche – Rama 2007 CC BY SA 3.0 cz

Ma Giacomo, che in un primo momento non fu elevato alla dignità regale bensì nominato principe di Taranto, pretese il titolo di Re, chiamò numerosi funzionari francesi nell’amministrazione dello stato, cercando di estromettere la moglie dagli affari reali. La nobiltà napoletana esclusa dalle cariche pubbliche si ribellò alla tirannia di Giacomo.

Giovanna, per mettere freno a questa situazione, diventò amante di Sergianni Caracciolo, potentissimo nobile di Napoli, e con il suo aiuto estromise completamente Giacomo dalle questioni di stato. Giacomo vistosi sconfitto e umiliato dalla moglie si ritirò a vita monastica in Francia dove indossò l’abito francescano.

A causa della vita amorosa non irreprensibile nacquero numerose leggende sul conto di Giovanna e sul numero degli amanti che ospitava nella sua alcova. Si raccontava che suoi emissari rapissero giovani di bello aspetto che dovessero poi soddisfare le brame amorose della regina. Poi, per cancellare queste pericolose testimonianze, gli stessi venissero gettati in una botola che si trovava nelle segrete del Maschio Angioino, al fondo della quale c’era una vasca con un coccodrillo giunto dall’Africa che divorava gli sventurati.

Nel 1419 fu incoronata ufficialmente dal papa Martino V a Regina di Napoli col nome di Giovanna II di Napoli. Questo fu l’inizio di un periodo molto tormentato, poiché il papa, considerando il Regno di Napoli come suo vassallo, pretendeva di imporre una tassa di vassallaggio. Giovanna spalleggiata dall’amante Sergianni Caracciolo rifiutò di pagare, pertanto Papa Martino V si alleò con Luigi III D’Angiò, figlio di Luigi II, per vendicarsi dell’affronto, spodestando Giovanna dal trono.

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Mausoleo di Stanislao I con statua di Stanislao e la sorella Giovanna – Armando Mancini – Fllickr 2010 CCBYSA 2.0

Luigi arrivò con un esercito in Campania per sconfiggere Giovanna e prenderne il posto come re di Napoli; il papa, per mostrarsi falsamente equidistante tra i due contendenti, convocò i loro ambasciatori a Firenze per un compromesso. La sua ambiguità fu smascherata e Giovanna trovò un alleato in Alfonso V d’Aragona al quale promise l’adozione come erede al regno di Napoli. Luigi, all’arrivo delle navi aragonesi nel 1421, lasciò l’assedio di Napoli e si ritirò in Francia.

Giovanna ben presto ruppe con Alfonso, il quale pretendeva di comandare a Napoli come fosse già re, e si trasferì a castel Capuano, mentre Alfonso restò nel Maschio Angioino. Nel 1423 Alfonso fece arrestare l’amante della regina Sergianni Caracciolo e mise sotto assedio castel Capuano.

Con uno scambio di prigionieri la regina fece liberare Sergianni e fuggì con lui ad Aversa. Lì si accordò col vecchio nemico Luigi III e, dopo aver ripudiato Alfonso, adottò Luigi quale erede. Quindi Luigi venne a Napoli con il suo esercito, mentre Alfonso fu richiamato in patria dal fratello per la guerra scoppiata tra l’Aragona e Castiglia.

Nel 1424 Giovanna ritornò nei pieni poteri insieme a Sergianni Caracciolo e governò per un periodo abbastanza tranquillo poiché Luigi III, benvoluto da tutti, si ritirò in Calabria in attesa del suo turno di salire al trono.

Intorno al 1430 a causa del rapimento di una nobile fanciulla in viaggio verso Salerno da parte di abitanti di Satriano o, secondo un’altra versione, a causa di un baronetto di quella cittadina di cui Giovanna era perdutamente innamorata ma non ricambiata, fece completamente radere al suolo Satriano dopo averla messa a ferro e a fuoco, oggi si vedono solo le rovine ed una torre Normanna stranamente intatta.

Per il potere sempre maggiore del suo amante Sergianni e per contrasti tra i due, Giovanna nel 1432 fece assassinare il Caracciolo a pugnalate da suoi emissari. Luigi III D’Angiò morì nel 1434 a Cosenza senza poter coronare il sogno di diventare re di Napoli.

Tomba della Regina Giovanna chiesa Annunziata Napoli - Wikipedia: Darja82
Tomba della Regina Giovanna chiesa Annunziata Napoli – Wikipedia: Darja82

Giovanna, rimasta sola, lasciò nel proprio testamento il regno di Napoli al fratello di Luigi, Renato I D’Angiò. Ormai anziana morì a Napoli, all’età di 62 anni, il 2 febbraio 1435. Fu sepolta nella chiesa della Santissima Annunziata a Napoli.

Per la successione si accese un conflitto tra Renato D’Angiò e Alfonso V D’Aragona che tornò a rivendicare la corona di Napoli. Ebbe la meglio Alfonso V che iniziò la dinastia degli aragonesi a Napoli.

Si dice che il fantasma della Regina Giovanna si aggiri nella Rocca di Arquata del Tronto dove la regina tra il 1420 ed il 1435 soggiornava nel periodo estivo per riposarsi.

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